Or Pietro, voltatosi, vide che li seguiva il discepolo che Gesù amava, quello che durante la cena si era anche posato sul petto di Gesù e aveva chiesto: «Signore, chi è colui che ti tradisce?». (Giovanni 21:20)
Giovanni, il discepolo di Gesù, definì se stesso: Gesù allora, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!». (Giovanni 19:26)
Sebbene l’amore di Gesù sia chiaramente documentata in tutti i vangeli…, in quello di Giovanni n’è certamente il tema centrale. Gesù si presenta a ciascuno di noi così come si presentò a Giovanni…
Non possiamo conoscere la profondità del Suo amore, se prima non siamo disposti ad accostarci a Lui e permettergli di approssimarsi a noi. In genere se ci sentiamo amati siamo anche motivati ad amare gli altri. La nostra capacità di amare è strettamente legata alla nostra esperienza; di solito amiamo gli altri in rapporto a come siamo stati amati.
L’esperienza fatta da Giovanni dell’amore di Gesù era forte e personale, così, egli era sensibile, particolarmente, alle parole ed azioni di Gesù le quali mostrano che:
Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, poiché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio. (1 Giovanni 4:7)
Gesù conosceva Giovanni a fondo e lo amava intensamente. Giovanni e tutti gli altri discepoli, con i loro scritti, vogliono farci capire che Dio ci accetta così come noi siamo.
Hai tu compiuto qualche passo, riconosciuto e accettato tale amore?




