Non c’è infatti albero buono che faccia frutto cattivo, né vi è albero cattivo che faccia frutto buono; perché ogni albero si riconosce dal proprio frutto; infatti non si colgono fichi dalle spine, né si vendemmia uva dai rovi. (Luca 6:43-44)
Per riconoscere un albero, il metodo più semplice è esaminare il frutto che produce. Di fronte ad un albero carico di mele, anche un bambino sa che si tratta di un melo. Utilizzando questa metafora, il Signore, che usa spesso le cose semplici della natura per far comprendere le realtà spirituali, desidera parlarci.
Se abbiamo accettato la salvezza certa da Cristo alla croce, se abbiamo ricevuto, per mezzo del Suo perdono, la vita eterna, il nostro comportamento e le nostre frequentazioni devono dimostrarlo. Le nostre azioni, i nostri comportamenti e le nostre parole corrisponderanno alla nostra natura di credente e saranno in accordo con la nuova vita che Dio ci ha dato.
Anzi uno piuttosto dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». (Giacomo 2:18)
Se non dobbiamo essere falsi nei confronti degli altri, tanto più non dobbiamo esserlo in ciò che concerne noi stessi. Guardiamo ai frutti e non alle apparenze. Dio invita i Suoi figli a mostrare gli effetti concreti della vita divina che è in loro, ad aggiungere alla loro fede la virtù, la conoscenza, l’autocontrollo, la pazienza, la pietà, l’affetto fraterno e l’amore. Chiediamoli la forza di portare tali frutti.
Voi, per questa stessa ragione, mettendoci da parte vostra ogni impegno, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, alla conoscenza l’autocontrollo, all’autocontrollo la pazienza, alla pazienza la pietà, alla pietà l’affetto fraterno e all’affetto fraterno l’amore. Perché se queste cose si trovano e abbondano in voi, non vi renderanno né pigri, né sterili nella conoscenza del nostro Signore Gesù Cristo. (2 Pietro 1:5-8)
Gli agricoltori sanno che la qualità dei frutti dipende dalla vitalità della pianta; se vogliamo dei bei frutti, bisogna che la nutriamo, la innaffiamo, la potiamo e la proteggiamo. Questo e ciò che il Signore desidera per ciascuno dei Suoi riscattati. Restiamo saldamente attaccati a Lui e porteremo dei frutti che lo onorano.
Ogni tralcio che in me non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché ne dia di più. Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunciata. Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dare frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. Io sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete fare nulla. (Giovanni 15:2-5)




