Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e serbano le cose che vi sono scritte, perché il tempo è vicino. (Apocalisse 1:3)
Quando un professore restituisce una prova scritta di verifica, a molti alunni sembra tornare il ricordo di certe ore di lezione: “E’ vero! Nel tal giorno il professore aveva spiegato quell’argomento, ci aveva avvertiti, ci aveva indicato delle soluzioni… ma non ho ascoltato!”
Questo non ci fa pensare a come spesso ci poniamo nei confronti di Dio? L’ascoltiamo quando ci parla? Teniamo conto dei suoi avvertimenti? Cerchiamo il suo soccorso?
Dio ci ha parlato per mezzo di suo Figlio Gesù Cristo.
Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l’universo. (Ebrei 1:1-2)
Voi dunque intendete la parabola del seminatore. (Matteo 13:18)
Il seminatore (Gesù Cristo) sparge il seme (diffonde la sua Parola) che cade in terreni (cuori) diversi. Che cosa capita allora?
Lungo la strada; gli uccelli portano via i semi; la Parola è udita, ma è subito dimenticata.
Nei luoghi rocciosi; il seme germoglia, ma non mette radici; l’effetto sul cuore rimane superficiale.
Nelle spine; il seme germoglia anche lì, ma la piantina è soffocata; la Parola si mescola con altri semi estranei (preoccupazioni, ricchezze, concupiscenze…) che ne bloccano l’effetto.
Nella buona terra; i semi germogliano e portano frutto. La Parola del Vangelo è ricevuta e produce uno sviluppo, un cambiamento di vita, la capacità di servire Dio.
Dio ci parla con questa famosa parabola; il nostro cuore è come un terreno ben arato, preparato per produrre frutto?
Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo. A lui sia la gloria, ora e in eterno. Amen. (2 Pietro 3:18)




