Beni durevoli

Che profitto ha l’uomo di tutta la fatica che sostiene sotto il sole? Una generazione se ne va, un’altra viene, e la terra sussiste per sempre. (Ecclesiaste 1:3-4)

Tutto passa sulla terra, pure quelle cose che, per la loro pregiata qualità, sembrano intramontabili. Ancor più triste del consumarsi delle opere dell’uomo, che spesso gli sopravvivono, è la fragilità della sua esistenza terrena.

L’uomo anela alla certezza che la vita continui, anzi si perfezioni, dopo la morte fisica e, al contempo, che le cose di cui gode siano transitabili nella sua eterna dimora.

Tale idea non è fantasiosa, ma realizzabile secondo la promessa dell’Evangelo. Ecco perché Dio stesso ha posto nell’uomo “il pensiero dell’eternità, sebbene l’uomo non possa comprendere dal principio alla fine l’opera che Dio ha fatta” (Ecclesiaste 3:11).

Una profonda e arcana aspirazione che diviene sicura eredità di fede in Gesù, calatosi nella nostra dimensione storica per donarci la vita eterna. La vita eterna in Cristo non si limita a un’infinita durata dell’esistenza, ma abbraccia la qualità di un’inalterabile comunione con Dio.

I beni che corredano questa vita, come la pace del perdono, la gioia della presenza di Dio, il frutto del nostro servizio al Signore, non saranno sepolti dalla sabbia d’alcuna clessidra, ma ci accompagneranno per l’eternità.

Leave a Reply