Bilancio di una vita

Poi chiamata a sé la folla con i suoi discepoli, disse loro: «Chiunque vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua, perché chiunque vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi perderà la sua vita per amor mio e dell’evangelo, la salverà. Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua? (Marco 8:34-36)

Simon Pietro aveva esortato il Signore a risparmiarsi le sofferenze a cui prima si era riferito, ma Gesù risponde che evitarle non avrebbe giovato né a Se stesso né a tutti coloro che avrebbero seguito le Sue orme. Partendo dalla propria profonda esperienza, Gesù mostra come ciascun cristiano deve essere disposto a rinunciare alle proprie scelte, volontà e piacere, per poter conseguire una qualità di vita più elevate, per se stesso e per gli altri.

E’ in proporzione alla misura cui siamo disposti a vivere che possiamo realizzare il più profondo, vero e altro significato della vita. Quando viviamo solo per salvare noi stessi, per prepararci caldi nidi, per evitare ogni situazione scomoda e fastidiosa, per fare soldi solo per nostro proprio uso e consumo, per inventare metodi di arrecarci piacere, noi ci trasformiamo in uomini e donne insoddisfatti e miserabili.

Vi sono molti che edificano per se stessi palazzi di ricchezze e piaceri, ma perdono la capacità di goderne perché distruggono tutte le più fini sensibilità della loro natura. Il Signore Gesù ci chiede, perciò, a che mai serve guadagnare persino il mondo intero, se poi ci pregiudichiamo l’anima?

Gesù ne sapeva qualcosa: satana, infatti, gli aveva letteralmente promesso il mondo intero se solo “lo avesse adorato”, “svendendogli l’anima”. Gesù. però, rifiuta questa “allettante” offerta.

Poi il diavolo lo condusse su di un alto monte e gli mostrò in un attimo tutti i regni del mondo. E il diavolo gli disse: «Io ti darò tutto il potere di questi regni e la loro gloria, perché essa mi è stata data nelle mani e io la do a chi voglio. Se dunque tu prostrandoti mi adori, sarà tutta tua». Ma Gesù, rispondendo, gli disse: «Vattene via da me, satana. Sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e servi a lui solo”». (Luca 4:5-8)

La vita di Cristo è dura, faticosa, va contro le nostre “tendenze naturali”, può essere fatta di sofferenze, ma è l’unica che porti a conseguire ciò che maggiormente vale nella vita, che non si pone al livello delle “cose” ma dello spirito. Qualcuno si accontenta di concepire la vita “strisciando come vermi”. Altri, però, vogliono liberarsi in alto come aquile.

I giovani si affaticano e si stancano, i giovani scelti certamente inciampano e cadono, ma quelli che sperano nell’Eterno acquistano nuove forze, s’innalzano con ali come aquile, corrono senza stancarsi e camminano senza affaticarsi. (Isaia 40:30-31)

Leave a Reply