Su un giornale francese, il 25 Luglio 2000, è dedicato molto spazio al futuro aereo gigante A380. Un altro articolo spiega il buon funzionamento del Concorde, dopo 30 anni di servizio. L’articolo termina in questo modo: “Il Concorde dovrebbe ancora volare nel 2020”.
Ma la sera di quello stesso giorno abbiamo appreso, con costernazione, la notizia del drammatico incidente nel quale perirono centoventi persone.
Eppure, la ricerca di nuovi sistemi di sicurezza è continua… Questi studi, lo speriamo, faranno progressi, in ogni caso, comunque, dobbiamo ammettere che viviamo costantemente in mezzo a pericoli mortali.
In ebraico antico, la parola “enosh” generalmente tradotto con “uomo”, significa “mortale”. Le parole sono cambiate, ma dobbiamo ugualmente vivere con questa prospettiva ineluttabile della morte. Questo dovrebbe portarci a riflettere sul senso della nostra vita, di una vita che può fermarsi bruscamente, dopo tante esperienze, pensieri, sentimenti, atti commessi, di cui siamo responsabili e per i quali ci sentiamo a disagio.
E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza. (Ebrei 9:27-28)
La Bibbia dice che è riservato agli uomini di morire, e dopo c’è il giudizio. C’è solo un mezzo per sfuggire al giudizio: è avere accetato la salvezza offertaci da Dio per mezzo di Gesù Cristo.
In verità, in verità vi dico: Chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. (Giovanni 5:24)



