Chi è quello libero?

Or il Signore è lo Spirito, e dov’è lo Spirito del Signore, vi è libertà. (2 Corinzi 3:17)

Bernardo Palissy, il celebre vasaio smaltatore del Rinascimento, fu imprigionato dal Parlamento a causa della sua fede. Il re Enrico III desiderava grandemente continuare a servirsi di quell’artigiano che era l’unico, a quei tempi, capace di fabbricare del vasellame prezioso.

Poiché né le minacce, né le promesse producevano effetto sul prigioniero per fargli rinnegare la sua fede, il re si recò personalmente nella prigione e gli chiese di abiurare.

“Se non lo fai, aggiunse Enrico III, mi vedrò costretto a lasciarti condannare a morte.

– Sire, rispose Palissy, dal re di Francia devo sentire dire: Sarò costretto? Io non sono altro che un povero vasaio, uno dei più piccoli sudditi di sua Maestà e, per di più, oggi prigioniero, ma nessuna potenza del mondo può costringermi ad agire contro la mia coscienza. Lei è uno dei più potenti signori della terra e dice: Sono costretto. Sire, quale di noi due è libero?

State dunque saldi nella libertà con la quale Cristo ci ha liberati, e non siate di nuovo ridotti sotto il giogo della schiavitù. (Galati 5:1)

L’uomo vuole essere libero, si crede libero. Effettivamente, anche se è investito di autorità, il suo margine di libertà è limitato. E come l’impiega? Di fatto è schiavo dei propri impulsi e delle proprio concupiscenze, mentre Gesù, il Figlio di Dio, ci ricorda che, se lui ci libera, saremo realmente liberi.

Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente liberi. (Giovanni 8:36)

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