Io ti ho chiesto due cose; non me le rifiutare, prima che io muoia; allontana da me vanità e parola bugiarda; non darmi né povertà né ricchezze, cibami del pane che mi è necessario, perché io, una volta sazio, non ti rinneghi e dica: «Chi è il SIGNORE?» oppure, diventato povero, non rubi, e profani il nome del mio Dio. (Proverbi 30:7-9)
Da bambina volevo essere adulta, a scuola volevo essere come le ragazze dell’ultimo anno, nell’adolescenza volevo essere più popolare, all’università non vedevo l’ora di andare a lavorare e, da professionista, volevo un lavoro migliore.
Quando l’otteni, arrivavo in ufficio e non vedevo l’ora di tornare a casa, ma quando ero lì pensavo agli affari. Quando comprai la mia prima auto, pensavo già a quella che avrei acquistato dopo, da fidanzata pensavo a sposarmi, ma da moglie pensavo ad avere un bambino. Quand’ero incinta non vedevo l’ora che nascesse; quando mi resi conto di essere diventata adulta e con tante responsabilità, volevo tornare una bambina spensierata.
Per natura, l’essere umano non è mai soddisfatto di ciò che ha. E’ importante comprendere che la soddisfazione non si raggiunge colmando le proprie esigenze o i propri capricci, ma viene da dentro. C’è bisogno di tre piccoli passi interiori per ottenerla:
- Cambiare la propria attitudine, imparando ad avere una mentalità di gratitudine, accontentandosi di ciò che si ha e godendone appieno.
- Cercare la fonte della pace; se desideri una vita tranquilla e felice, rifugiati nell’Unico che può donartela indipendentemente dalle circostanze: Gesù Cristo è l’unica fonte di pace.
- Essere riconoscenti; anche se ti manca qualcosa. Impara ad essere grato a Dio.
La pietà, con animo contento del proprio stato, è un grande guadagno. Infatti non abbiamo portato nulla nel mondo, e neppure possiamo portarne via nulla; ma avendo di che nutrirci e di che coprirci, saremo di questo contenti. (1 Timoteo 6:6-8)




