Chi è salito in cielo e ne è disceso? Chi ha raccolto il vento nelle sue mani? Chi ha racchiuso le acque nella sua veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il suo nome e il nome di suo figlio, se lo sai? (Proverbi 30:4)
C’era un gran rumore e molto caldo nella centrale termoelettrica in cui un giovane faceva pratica. Per lui era un mondo a parte. All’interno, caldaie e tubi dappertutto; all’esterno, enormi mucchi di carbone. E proprio lì, in mezzo alle pietre nere e polverose, era riuscito a crescere un bel fiore giallo.
Vedendolo, il giovane ha sorriso e ha pensato: “La natura è forte”.
Infatti, anche nelle condizioni più sfavorevoli la natura manifesta tutta la sua vitalità, si direbbe che vuole sbocciare dappertutto. Sembra che voglia esibire la firma di Dio che l’ha creata. Eppure Dio si rivela in essa solo parzialmente.
La mente umana non può afferrare quel che Dio è, così come l’occhio umano non può sopportare la viva luce del sole.
Per fede intendiamo che l’universo è stato formato per mezzo della parola di Dio, sì che le cose che si vedono non vennero all’esistenza da cose apparenti. (Ebrei 11:3)
Inoltre non serve a nulla osservare la natura se poi non si accetta che Dio ne è il creatore. Con l’osservazione arriviamo a una certa conoscenza di Dio, ma parziale. Nel creato brillano la potenza di Dio, la sua suprema grandezza e la sua sapienza, ma la sua giustizia e la sua meravigliosa grazia si fanno conoscere in un altro campo.
La natura, infatti, non rivela che Dio vuole salvare gli uomini. Non ci manifesta i suoi atti in nostro favore. E’ solo leggendo la Bibbia, Parola di Dio, con umiltà e preghiera, che impariamo a conoscere Dio, scoprendo che lui ci conosce a fondo, che ci ama e vuole rispondere a tutti i nostri bisogni, anche ai più segreti.



