Cortesia formale

Carissimo, io desidero che tu prosperi in ogni cosa e goda buona salute, come prospera la tua anima. (3 Giovanni 2)

Mi sono infatti grandemente rallegrato quando sono venuti alcuni fratelli e hanno reso testimonianza della tua fedeltà alla verità, in quanto tu cammini in verità. (3 Giovanni 3)

Che bel preambolo ha scritto l’apostolo Giovanni nella sua lettera al fratello Gaio!

Nelle normali relazioni della vita, le preoccupazioni relative alla salute e agli affari sono prioritarie. Quando ci incontriamo non possiamo fare a meno di chiedere: “Come va?”, dimostrando così un minimo di interesse per i problemi altrui.

Anche l’apostolo Giovanni fa così, con sincerità; poi però, parla subito di ciò che è molto più importante, lo stato della sua anima. Ha appreso da altri che Gaio “cammina nella verità” e che la sua vita spirituale sta progredendo, e se ne rallegra moltissimo.

Cerchiamo di non essere schiavi delle formule di cortesia formali; e quando c’interessiamo di qualcuno, non limitiamoci alle informazioni sulla sua salute. Pensiamo anche allo stato della sua anima!

Guarda alla mia destra e vedi; non c’è nessuno che mi riconosca. Ogni rifugio mi è venuto a mancare; nessuno si prende cura dell’anima mia. (Salmi 142:4)

Abbiamo a cuore il buon stato spirituale dei nostri fratelli e sorelle nella fede? Senza dubbio dobbiamo agire con tatto, ma com’è bello potersi rallegrare venendo a sapere che essi “camminano nella verità”.

In relazione a come vanno le cose, si prova gioia o dispiacere; ma “camminare nella verità, cioè conformare la propria vita al solido insegnamento della Bibbia e dimostrare la realtà della comunione con Gesù giorno dopo giorno, è ciò che dà una vera gioia.

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