Dalla cima all’abisso

Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì, e, reso perfetto, divenne autore di salvezza eterna per tutti coloro che gli ubbidiscono, essendo da Dio proclamato sommo sacerdote, secondo l’ordine di Melchisedek, nei riguardi del quale avremmo molte cose da dire, ma difficili da spiegare, perché voi siete diventati lenti a capire. (Ebrei 5:8-11)

Tre militari argentini, accusati della sconfitta nella guerra delle Falkland, furono condannati dal tribunale a diversi anni di prigione. I tre erano arrivati al massimo delle onorificenze militari e ora, d’un tratto, rotolavano giù nell’abisso.

Questo ci fa riflettere sulla fragilità della gloria umana. Si può essere per molto tempo imperatore, presidente, direttore di un’impresa finanziaria, o semplicemente cittadino senza altra responsabilità che quella della propria famiglia, e tuttavia in poco tempo trovarsi in carcere, denigrato o latitante per la giustizia.

Le glorie umane sono tanto effimere! Dove sono oggi Alessandro il Grande, Nerone, Caligola, Giulio Cesare, Napoleone, Hitler, Stalin e Mussolini? Il loro corpo si è trasformato in polvere, quella polvere dalla quale furono formati, e la loro anima è nelle mani del Giudice supremo ed eterno che giudica tutti gli uomini sempre con giustizia.

La nostra vita può avere senso e valore soltanto alla luce dell’eternità; e l’unico modo per darle valore eterno è avere Gesù Cristo come Signore. Solo Lui offre una vita perfetta, duratura, gloriosa ed eterna; e l’offre a chiunque Gli permetterà di essere il Signore della propria vita.

Qualunque sia la nostra condizione in questa vita, Egli vuole e può dare senso eterno alla nostra esistenza. IncoroniamoLo oggi Re della nostra vita!

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