La vita è il nostro bene più prezioso, ed è naturalmente l’ultima cosa che desideriamo perdere! Eppure il tempo passa, la vita sulla nostra terra è un fenomeno effimero che ci conduce inevitabilmente verso la morte.
E ora a voi che dite: «Oggi o domani andremo nella tale città, e vi dimoreremo un anno, commerceremo e guadagneremo», mentre non sapete ciò che accadrà l’indomani. Cos’è infatti la vostra vita? In verità essa è un vapore che appare per un po’ di tempo, e poi svanisce. (Giacomo 4:13-14)
E’ questo un destino terribile, non eludibile, e ci si può ben chiedere quale è il senso della nostra esistenza.
Quando contempliamo l’immensità del nostro universo e la bellezza della natura nella quale viviamo, ci sentiamo presi da reale ammirazione, ma ci assalgono anche parecchi interrogativi. Il nostro pianeta sembra essere un giardino sospeso in un universo vertiginoso in cui ci sentiamo soli e sperduti.
Ma perché dunque una tale oasi, inquinata dall’uomo è vero, in questa distesa dei cieli, è perché l’uomo, questa creatura così straordinaria eppure così sregolata?
Certi filosofi o scienziati si sono interrogati sul significato dell’esistenza umana, e hanno creduto di potere concludere che la vita è assurda. Il filosofo Jean Paul Sartre ha scritto: “La vita è come un’ondata di panico in un teatro in fiamme”! e Giacomo Monod ha dichiarato: “L’uomo è perduto nell’immensità indifferente dell’universo da cui è emerso per caso”.
Non vi è forse una voce interiore in noi che protesta contro queste affermazioni disperate? Ciascuno di noi non sente forse la necessità di dare un senso alla propria vita?
Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi avrà perduto la propria vita per amor mio, la ritroverà. (Matteo 16:25)



