Destino o destinazione?

Poiché Dio non ci ha destinati all’ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. (1 Tessalonicesi 5:9-10)

La parola destino, molto comune, nasconde un certo malessere, e anche una sorta di scusa. “E’ il mio destino, non posso farci niente!”. E’ vero che l’uomo non ha il potere di dirigere gli avvenimenti. Ma è responsabile di muoversi con accortezza attraverso questi eventi. Non è una marionetta o un robot, manipolato contro la sua volontà. Non è dipendente da un destino ineluttabile e cieco.

E questo per far conoscere le ricchezze della sua gloria verso dei vasi di misericordia, che lui ha già preparato per la gloria, cioè noi che egli ha chiamato, non solo fra i Giudei ma anche fra i gentili? (Romani 9:23-24)

Quanto la Bibbia parla di “predestinazione”, sottintende che Dio conosce tutto in anticipo. Egli sa che cosa influenzerà il corso della nostra esistenza e in che modo ci comporteremo in questa o quella circostanza.

Dio sa se accetteremo il dono che ci fa nella persona di Gesù Cristo, la sua salvezza e la vita eterna, o se preferiamo voltargli le spalle e meritare la sua ira!

Siamo liberi di scegliere, ma ne abbiamo la responsabilità. L’orgoglio in noi ci spinge a resistere a Dio. Ma il suo amore ci preme perché accettiamo il Salvatore che Egli ci ha donato.

Se rifiutiamo questo dono, di così grande valore, ne subiremo le conseguenze: il giudizio eterno dei nostri peccati.

Voi infatti siete stati salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, (Efesini 2:8)

Il credente ha una destinazione: un bell’avvenire alla presenza di Dio, nella felicità eterna della “casa del Padre”. La grazia di Dio, basata sul valore dell’opera di Cristo compiuta alla croce, conferisce a quelli che l’hanno accettata il diritto di essere figli di Dio.

I gentili, udendo queste cose, si rallegrarono e glorificavano la parola del Signore; e tutti coloro che erano preordinati alla vita eterna credettero. (Atti 13:48)

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