Dio di potenza e di grazia

Quanto sono grandi le tue opere, o Eterno, come sono profondi i tuoi pensieri! (Salmi 92:5)

Per Spinoza, celebre filosofo, “Dio si rivela nell’armonia di tutto ciò che esiste, ma senza preoccuparsi della sorte degli esseri umani”.

Non è forse un oltraggio a Dio limitare così il suo campo d’azione? Come si può mettere in dubbio che Dio si preoccupi delle sue creature, quando vediamo che Egli mantiene sul nostro pianeta un meraviglioso equilibrio, che permette all’uomo di vivere, malgrado le sue violenze, anche contro la natura? Ma il suo interesse per gli uomini non si limita a questo.

Dio ama l’uomo. Ha voluto fargli conoscere la sua grazia, il suo amore, e dargli la vita eterna. Per questo ha mandato sulla terra il suo unico Figlio, Gesù Cristo.

Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l’ha fatto conoscere. (Giovanni 1:18)

Se si dubita di questo, come possiamo spiegare gli atti di Gesù sulla terra? Le sofferenze che ha sopportato dimostrano che era uomo; le opere che ha compiuto dimostrano che era Dio. Se non fosse stato Dio, come avrebbe potuto comandare alla natura e far cessare il vento e calmare le onde, cambiare acqua in vino, nutrire una folla moltiplicando cinque pani e due pesci?

Egli, svegliatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, càlmati!» Il vento cessò e si fece gran bonaccia. (Marco 4:39)

Gesù disse loro: «Riempite d’acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all’orlo. Poi disse loro: «Ora attingete e portatene al maestro della festa». Ed essi gliene portarono. E, come il maestro della festa assaggiò l’acqua mutata in vino (or egli non sapeva da dove venisse quel vino, ma ben lo sapevano i servi che avevano attinto l’acqua), il maestro della festa chiamò lo sposo, e gli disse: «Ogni uomo presenta all’inizio il vino migliore e, dopo che gli invitati hanno copiosamente bevuto, il meno buono; tu, invece, hai conservato il buon vino fino ad ora». (Giovanni 2:7-10)

Quando gli apostoli ritornarono, raccontarono a Gesù tutte le cose che avevano fatto. Allora egli li prese con sé e si ritirò in disparte in un luogo deserto di una città, detta Betsaida. Ma quando le folle lo vennero a sapere, lo seguirono; ed egli le accolse e parlava loro del regno di Dio, e guariva coloro che avevano bisogno di guarigione. Or il giorno cominciava a declinare; e i dodici, accostatisi, gli dissero: «Congeda la folla, perché se ne vada per i villaggi e per le campagne d’intorno a trovare alloggio e nutrimento, perché qui siamo in un luogo deserto». Ma egli disse loro: «Date voi ad essi da mangiare». Essi risposero: «Noi non abbiamo altro che cinque pani e due pesci, a meno che andiamo noi stessi a comprare dei viveri per tutta questa gente». Erano infatti circa cinquemila uomini. Ma egli disse ai suoi discepoli: «Fateli accomodare a gruppi di cinquanta». Essi fecero così e fecero accomodare tutti. Egli allora prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai suoi discepoli, perché li distribuissero alla folla. E tutti mangiarono e furono saziati; e dei pezzi avanzati ne raccolsero dodici ceste. (Luca 9:10-17)

Peraltro, non è con la sua potenza divina di creatore che Cristo poteva salvare l’uomo, ma soltanto con la sua morte. La grazia di Dio, meravigliosa ma incomprensibile all’intelligenza umano, può essere ricevuta soltanto mediante la fede.

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