Infatti mi vergognavo di chiedere al re una scorta armata e dei cavalieri per difenderci lungo il cammino dal nemico, poiché avevamo detto al re: «La mano del nostro Dio assiste tutti quelli che lo cercano; ma la sua potenza e la sua ira sono contro tutti quelli che l’abbandonano». (Esdra 8:22)
Un giovane in procinto di sposarsi domandò al padre: “Secondo te come andrà la mia vita matrimoniale?” La risposta fu: “Dipende”. Il figlio rimase perplesso, perché non aveva ben compreso la risposta. La notte che precedeva le nozze il padre preparò una lettera al figlio nella quale scrisse: “Mio caro figlio, mi hai chiesto come sarebbe andata la tua vita matrimoniale e io ti ribadisco: dipende in quali mani tu la metterai, come per tutte le cose”.
Se desideriamo una vita benedetta bisogna riporla nelle mani dell’Eterno. Un bastone nelle mie mani non sarebbe altro che un appoggio, ma quello di Mosè, servì ad aprire il Mar Rosso. Una fionda nelle mie mani potrebbe essere insignificante, ma nelle mani di Davide, che cercava la gloria di Dio diventò un arma che sconfisse il gigante. Pochi pani e pochi pesci nelle mie mani basterebbero a sfamare alcune persone, ma nelle mani di Gesù ne sfamarono cinquemila.
Tutto deriva dalla fede e dalla nostra ubbidienza alla volontà di Dio. Certamente Egli giudicherà chi si ostina, ma non abbandonerà chi con umiltà ogni giorno chiederà di essere condotto da Lui perché sa di essere fragile.
S.D.C.




