Gli ultimi colloqui che il Signore Gesù ha avuto sulla terra con degli uomini all’infuori dei suoi discepoli ci sono trasmessi nei capitoli 22 dell’Evangelo di Matteo e 12 di Marco.
Vediamo succedersi in questi colloqui col Signore Gesù le principali classi della società di quel tempo, in Israele: i farisei, gente religiosa, ma imbevuta della loro propria giustizia; i sedducei, anch’essi uomini religiosi ma che mettevano in dubbio molti punti della parola di Dio; infine gli erodiani, occupati principalmente dei problemi sociali e politici del loro tempo.
Ciascuna di queste classi viene a porre al Signore una domanda per tendergli un tranello. Gli uni cercano di metterlo in contraddizione con sé stesso circa il presunto dovere, per un Giudeo, di pagare delle imposte agli occupanti romani.
Allora i farisei, allontanatisi, si consigliarono sul modo di coglierlo in fallo nelle parole. E gli mandarono i propri discepoli, con gli erodiani, per dirgli: «Maestro, noi sappiamo che tu sei verace e che insegni la via di Dio in verità, senza preoccuparti del giudizio di alcuno, perché tu non riguardi all’apparenza delle persone. Dicci dunque: Che te ne pare? È lecito o no pagare il tributo a Cesare?». Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, disse: «Perché mi tentate, ipocriti? Mostratemi la moneta del tributo». Allora essi gli presentarono un denaro. Ed egli disse loro: «Di chi è questa immagine e questa iscrizione?». Essi gli dissero: «Di Cesare». Allora egli disse loro: «Rendete dunque a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». Ed essi, udito ciò, si meravigliarono e, lasciatolo, se ne andarono. (Matteo 22:15-22)
Gli altri cercano di dimostrargli che la Sacra Scrittura non ha mai annunciato la risurrezione.
In quello stesso giorno vennero da lui i sadducei, i quali dicono che non vi è risurrezione, e lo interrogarono, dicendo: «Maestro, Mosè ha detto: “Se qualcuno muore senza avere figli, il suo fratello ne sposi la moglie, per dare una discendenza a suo fratello”. Ora, c’erano tra noi sette fratelli, il primo dopo essersi sposato morì e, non avendo discendenza, lasciò la moglie a suo fratello. Così anche il secondo e il terzo, fino al settimo. Per ultima, morì anche la donna. Alla risurrezione, dunque, di chi dei sette costei sarà moglie? Poiché tutti l’ebbero come moglie». Ma Gesù, rispondendo, disse loro: «Voi sbagliate, non comprendendo né le Scritture né la potenza di Dio. Nella risurrezione, infatti, né si sposano né sono date in moglie, ma essi saranno in cielo come gli angeli di Dio. Quanto poi alla risurrezione dei morti, non avete letto ciò che vi fu detto da Dio, quando disse: “Io sono il Dio di Abrahamo, il Dio d’Isacco e di Giacobbe”? Dio non è il Dio dei morti, ma dei viventi». E le folle, udite queste cose, stupivano della sua dottrina. (Matteo 22:23-33)
Gli erodiani, politicanti usualmente nemici dei Farisei, si trovano in questa circostanza concordi con loro per opporsi al Figlio di Dio! Ma nella sua sapienza, il Signore chiude la bocca a tutti e risponde in modo che tutti rimangono confusi.
Quando abbiamo delle domande, dei problemi, degli interrogativi, si tratta proprio di veri problemi ai quali il Signore si compiacerà di rispondere? Oppure cerchiamo delle scappatoie per sottrarci all’autorità della Sacra Scrittura e di Dio stesso?




