Fratelli, io non ritengo di averlo già afferrato; ma una cosa faccio: dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta per ottenere il premio della celeste vocazione di Dio in Cristo Gesù. (Filippesi 3:13-14)
Si racconta che un senatore americano, Dwight Morrow, su un treno partito da New York, non riuscisse a trovare il biglietto. “Devo trovarlo”, bisbigliò. Il controllore lo rassicurò dicendo: “non si preoccupi, so che il biglietto ce l’ha; è sufficiente che me lo faccia avere quando lo trova, ripasserò fra un paio d’ore”. “Non è questo che mi preoccupa, devo trovarlo per sapere dove sto andando”, rispose il senatore.
Talvolta siamo così presi dalle cose contingenti e abbiamo la testa chissà dove da dimenticare dove stiamo andando. La moglie di Lot, poi, era così preoccupata di ciò che stava lasciando da non rendersi conto dell’importanza di ciò che doveva raggiungere per scampare al giudizio.
Nella misura in cui dimentichiamo le cose della vecchia vita, saremo in grado di protenderci verso quelle della nuova e raggiungere con successo la meta della superna vocazione in Cristo. Gesù ci ha acquistato una redenzione eterna, ma possiamo dimenticare dove stiamo andando, se non ci fermiamo a considerare con regolarità i principi della Parola di Dio.
Acquietati dagli insani indugi della coscienza, non guardare con nostalgia le cose della vecchia vita, rischierai di smarrire la via della giustizia. Signore, ricordaci sempre dove siamo diretti!




