Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. (Giovanni 3:5)
Un giovane marito sta andando avanti e indietro, nervosamente, nel corridoio del reparto di maternità. Ad un tratto tende l’orecchio: dalla sala parto proviene un piccolo grido acuto e irregolare. E’ nato il bimbo. L’uomo è diventato papà!
Tutti abbiamo fatto allo stesso modo il nostro ingresso nel mondo, con la nascita dal seno materno. Gesù, il Figlio di Dio, vi si è sottoposto egli stesso quando, per salvarci, ha rivestito la nostra umanità.
Ma, accanto a questa nascita naturale, il Signore parla di una nuova nascita, quella dello Spirito; essa avviene quando, per fede, si ottiene la vita eterna che ci consente di entrare nella famiglia di Dio.
Che cosa bisogna fare per ottenerla? Accettarla semplicemente come un dono gratuito fatto da Dio a quelli che si riconoscono colpevoli davanti a lui.
La Bibbia ammette solo due modi di vivere. Il primo consiste nel considerare la propria vita come un bene personale, un capitale da spendere a piacere, senza riguardi per nessuno. Il suo fine sono la morte e il giudizio.
E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio, così anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza. (Ebrei 9:27-28)
Il secondo consiste nel vivere per Gesù Cristo, nel camminare in modo degno del Signore.
Perciò anche noi, dal giorno in cui abbiamo sentito questo, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che siate ripieni della conoscenza della sua volontà, in ogni sapienza ed intelligenza spirituale, perché camminiate in modo degno del Signore, per piacergli in ogni cosa, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio, fortificati con ogni forza, secondo la sua gloriosa potenza, per ogni perseveranza e pazienza, con gioia, rendendo grazie a Dio e Padre, che ci ha fatti degni di partecipare alla sorte dei santi nella luce. (Colossesi 1:9-12)
A questo ci ha invitato Dio, se crediamo in lui.
Lui che ci ha amati per primi s’è acquistato ogni diritto sui nostri affetti. Distolti così dalla nostra volontà personale, che ci portava al disastro, gli ubbidiamo, perché l’amiamo; è ma una risposta gioiosa al suo amore divino che ci ha fatto dono della vita eterna.
Poiché l’amore di Cristo ci costringe, essendo giunti alla conclusione che, se uno è morto per tutti, dunque tutti sono morti; e che egli è morto per tutti, affinché quelli che vivono, non vivano più d’ora in avanti per sé stessi, ma per colui che è morto ed è risuscitato per loro. (2 Corinzi 5:14-15)



