Giovanni, alle sette chiese che sono nell’Asia: grazia a voi e pace da colui che è, che era e che ha da venire, e dai sette spiriti che sono davanti al suo trono, e da Gesù Cristo, il testimone fedele, il primogenito dai morti e il Principe dei re della terra. A lui, che ci ha amati, ci ha lavati dai nostri peccati nel suo sangue, e ci ha fatti re e sacerdoti per Dio e Padre suo, a lui sia la gloria e il dominio nei secoli dei secoli. Amen. (Apocalisse 1:4-6)
Chi va a Millau, nel Massiccio Centrale della Francia, può vedere due monumenti.
Il primo è una grandiosa struttura architettonica: è il viadotto che scavalca la valle del Tarn, il ponte più alto del mondo. Per descriverlo si possono usare tanti superlativi. La sua architettura e la sua realizzazione destano l’ammirazione dei numerosi visitatori che si recano là per ammirare quell’opera straordinaria del genio umano.
Il secondo monumento, più antico, d’aspetto modesto, lo si trova vicino alla strada che conduce al viadotto. E’ una stele sormontata da una croce con questa iscrizione:
Giubileo 1851
Viva Gesù. – Ci dà il suo sangue, diamogli il nostro cuore. – Viva la sua croce, è la nostra salvezza – la nostra consolazione, la nostra speranza.
Dal primo monumento, un giorno, non rimarrà nulla. Infatti verrà il giorno, di cui parla la Bibbia.
Ora il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi si dissolveranno consumati dal calore e la terra e le opere che sono in essa saranno arse. (2 Pietro 3:10)
Anche il secondo subirà la stessa fine, ma il messaggio che porta, sempre attuale, a ricordo di un avvenimento che ha avuto luogo 2000 anni fa, sussisterà eternamente.
Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. (Matteo 24:35)



