Due scandali

O Eterno, fammi conoscere la mia fine e quale sia la misura dei miei giorni; fa’ che io sappia quanto sono fragile. (Salmi 39:4)

Intervistato da un giornalista, un personaggio di successo ha dichiarato: “Il trascorrere del tempo e la morte sono due scandali”.
Certe persone vorrebbero fermare il tempo per godere al massimo il momento presente. Altre, quelle che soffrono, trovano invece che il tempo non passi mai! Il tempo scorre inesorabilmente, e la vita dell’uomo “è un vapore”.

E ora a voi che dite: «Oggi o domani andremo nella tale città, e vi dimoreremo un anno, commerceremo e guadagneremo», mentre non sapete ciò che accadrà l’indomani. Cos’è infatti la vostra vita? In verità essa è un vapore che appare per un po’ di tempo, e poi svanisce. (Giacomo 4:13-14)

Possiamo anche ribellarci, ma la realtà non cambia, l’appuntamento con la morte è inevitabile.

I miei giorni sono nelle tue mani; liberami dalla mano dei miei nemici e da quelli che mi perseguitano. (Salmi 31:15)

Il credente sa che ogni giorno della sua vita è nelle mani di Dio. Lui è il padrone del tempo ed è “un Dio che libera”, che può fare uscire dalla morte”.

DIO è per noi il DIO che libera, e all’Eterno, il Signore, appartiene la liberazione dalla morte. (Salmi 68:20)

Il credente conosce la grazia del Figlio di Dio che ha voluto sottomettersi a certe limitazioni della condizione umana, ma che ha reso impotente la morte e ci ha donato la vita eterna.

Non vergognarti dunque della testimonianza del Signor nostro, né di me suo prigioniero, ma soffri anche tu con me per l’evangelo, sostenuto dalla potenza di Dio, che ci ha salvati e ci ha chiamati con una santa vocazione, non in base alle nostre opere, ma secondo il suo scopo e grazia, che ci è stata data in Cristo Gesù prima dell’inizio dei tempi, ed ora è stata manifestata con l’apparizione del Salvator nostro Gesù Cristo, che ha distrutto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’immortalità per mezzo dell’evangelo, di cui io sono stato costituito araldo, apostolo e dottore dei gentili. (2 Timoteo 1:8-11)

Il tempo passa e non si torna indietro; nessuno sa se domani sarà ancora in vita. Oggi Dio vuole liberarci dalla morte eterna. E’ oggi che bisogna accettare la sua grazia.

Insegnaci dunque a contare i nostri giorni, per ottenere un cuore savio. (Salmi 90:12)

Imparare a “contare bene” i propri giorni significa, sapendo che sono pochi, viverli confidando in Dio, fare di ogni giornata la più felice e la più utile possibile. E’ anche non sciupare tempo, ma cogliere ogni occasione per fare oggi tutto il bene che possiamo fare. Il futuro del credente non è la morte, ma l’eternità beata col suo Salvatore!

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