Essere giusti, sotto l’Agnello

E se invocate come Padre colui che senza favoritismi di persona giudica secondo l’opera di ciascuno, conducetevi con timore per tutto il tempo del vostro pellegrinaggio, sapendo che non con cose corruttibili, come argento od oro, siete stati riscattati dal vostro vano modo di vivere tramandatovi dai padri, ma col prezioso sangue di Cristo, come di Agnello senza difetto e senza macchia, preconosciuto prima della fondazione del mondo, ma manifestato negli ultimi tempi per voi, che per mezzo di lui credete in Dio che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, affinché la vostra fede e speranza fossero in Dio. (1 Pietro 1:17-21)

I primi missionari in Cina, si trovarono di fronte ad un ostacolo enorme. Abituati a scrivere con un alfabeto europeo di ventisei lettere, dovevano decifrare 214 simboli che si combinavano per formare fino a 50.000 ideogrammi.

Un giorno, uno di questi missionari, studiando l’ideogramma che significa “giusto”, constatò che esso si componeva di due sengi: la parte superiore conteneva semplicemente il simbolo cinese di “Agnello”, mentre, al di sotto, un altro simbolo significava “io”.

Era proprio la sostanza del messaggio da diffondere: “Io, sotto l’Agnello, sono giusto”. “Sotto quale agnello ci dobbiamo porre per essere giusti?” chiese il missionario ad alcuni ascoltatori. Non seppero cosa rispondere. Allora parlò loro di Gesù.

Già al momento della sua uscita dall’Egitto, tremilacinquecento anni fa, il popolo d’Israele aveva offerto in ogni casa un agnello, figura di Cristo, sacrificato per la salvezza degli uomini. Il sangue posto sugli stipidi della porta proteggeva la famiglia, risparmiando il figlio primogenito, mentre all’interno si mangiava l’agnelo, segno che ci si appropriava del sacrificio.

Giovanni Battista, vedendo Gesù venire a lui, dirà più tardi: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!» (Giovanni 1:29). E nell’Apocalisse, è sempre sotto il simbolo dell’Agenello che ci viene presentato Gesù, un tempo immolato, ma ora glorificato.

Quindi vidi e udii la voce di molti angeli intorno al trono, agli esseri viventi e agli anziani; il loro numero era di miriadi di miriadi e di migliaia di migliaia, che dicevano a gran voce: «Degno è l’Agnello, che è stato ucciso, di ricevere la potenza, le ricchezze, la sapienza, la forza, l’onore, la gloria e la benedizione». (Apocalisse 5:11-12)

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