Fare il bene

Or non veniamo meno nell’animo facendo il bene; se infatti non ci stanchiamo, raccoglieremo a suo tempo. (Galati 6:9)

Ogni vero credente è chiamato a fare il bene. Egli ha davanti a sé l’esempio del Signore Gesù, suo Salvatore, che, sulla terra è passato di luogo in luogo facendo del bene. Nel suo discorso a casa del centurione Cornelio, l’apostolo Paolo lo ricorda, e, nella sua prima epistola, egli esorta i suoi fratelli a praticare il bene seguendo Gesù, il perfetto modello.

Voi sapete ciò che è accaduto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo che Giovanni predicò: come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. (Atti 10:37-38)

Fare il bene senza stancarsi, tale e dunque il dovere del credente in un mondo in cui vi è tanto egoismo: ricerca affannosa dei propri interessi che provoca, come conseguenza diretta, incessanti conflitti tra i popoli e gli individui.

Il credente non può dimenticare che è egli stesso l’oggetto della grazia infinita di Dio verso l’uomo peccatore. Se apprezza veramente questa sua posizione, lo dimostrerà con la sua prontezza a dare e a servire il suo prossimo.

Aspiriamo a possedere una maggiore gioia nel nostro cuore? Faremo l’esperienza che, provando ogni volta che è in nostro potere aiutare i nostri simili, rendendo così più sopportabile la loro sorte, in particolare venendo in aiuto ai meno favoriti, visitando gli emarginati e i malati, troveremo molto più leggero anche il nostro fratello.

Questo contatto con la sofferenza e la vista di tanta miseria fisica e morale, ci renderà più coscienti dei nostri privilegi, ci darà anche perseveranza ed amore nel servizio importante della preghiera e della beneficenza.

Or imparino anche i nostri a dedicarsi a buone opere per i bisogni urgenti, affinché non siano senza frutto. (Tito 3:14)

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