Ora dunque queste tre cose durano: fede, speranza, amore; ma la più grande di esse è l’amore. (1 Corinzi 13:13)
La fede accetta la grazia e il perdono offerti da Dio, si appoggia sull’opera compiuta da Gesù alla croce e si nutre della Parola di Dio, per conoscere meglio colui che in essa ci è rivelato, cioè Gesù Cristo. Una fede viva si manifesta non con parole, ma con atti; senza le opere che ne derivano, è morta.
Così è della fede; se non ha opere, è per se stessa morta. Anzi uno piuttosto dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere; mostrami la tua fede senza le tue opere, e io con le mie opere ti mostrerò la mia fede». Tu credi che c’è un solo Dio, e fai bene; anche i demòni lo credono e tremano. Insensato! Vuoi renderti conto che la fede senza le opere non ha valore? (Giacomo 2:17-20)
La speranza è un stimolante per la vita, perché fa guardare avanti, verso lo scopo, verso Gesù Cristo glorificato. Dopo la sua risurrezione, egli è stato innalzato in cielo, vi è entrato come nostro precursore e garante della nostra accettazione davanti a Dio.
Questa speranza la teniamo come un’àncora dell’anima, sicura e ferma, che penetra oltre la cortina, dove Gesù è entrato per noi quale precursore, essendo diventato sommo sacerdote in eterno secondo l’ordine di Melchisedec. (Ebrei 6:19-20)
Ne consegue che Gesù è divenuto garante di un patto migliore del primo. (Ebrei 7:22)
La speranza incoraggia alla fedeltà, sapendo che tutto sarà messo in luce.
Perciò non giudicate nulla prima del tempo, finché sia venuto il Signore, il quale metterà in luce quello che è nascosto nelle tenebre e manifesterà i pensieri dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio. (1 Corinzi 4:5)
L’amore ha la sua sorgente in Dio Padre: è dato al credente ed è intrattenuto dall’azione dello Spirito Santo.
Or la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito Santo che ci è stato dato. (Romani 5:5)
L’opera d’amore nei Tessalonicesi si manifestava in parecchi campi ancora attuali: essi seguivano le orme del Signore Gesù stesso e dell’apostolo che li aveva istruiti.
Voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la parola in mezzo a molte sofferenze, con la gioia che dà lo Spirito Santo, tanto da diventare un esempio per tutti i credenti della Macedonia e dell’Acaia. (1 Tessalonicesi 1:6-7)
Avevano ricevuto l’evangelo, come Parola di Dio.
Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete. (1 Tessalonicesi 2:13)
Il loro comportamento piaceva a Dio.
Del resto, fratelli, avete imparato da noi il modo in cui dovete comportarvi e piacere a Dio ed è già così che vi comportate. Vi preghiamo e vi esortiamo nel Signore Gesù a progredire sempre di più. (1Tessalonicesi 4:1)
L’amore fraterno era realizzato fra tutti loro.
Quanto all’amore fraterno non avete bisogno che io ve ne scriva, giacché voi stessi avete imparato da Dio ad amarvi gli uni gli altri, e veramente lo fate verso tutti i fratelli che sono nell’intera Macedonia. (1Tessalonicesi 4:9-10)
Questo non è al di là della nostra portata. Applichiamoci a vivere la fede, la speranza e l’amore, prendendo come esempio il Signore Gesù stesso.
Noi ringraziamo sempre Dio per voi tutti, nominandovi nelle nostre preghiere, ricordandoci continuamente, davanti al nostro Dio e Padre, dell’opera della vostra fede, delle fatiche del vostro amore e della costanza della vostra speranza nel nostro Signore Gesù Cristo. (1 Tessalonicesi 1:2-3)



