Freddo nell’anima

Gli abitanti del luogo usarono verso di noi una gentilezza non comune, perché accesero un gran fuoco e accolsero tutti per la pioggia che cadeva e per il freddo. (Atti 28:2)

Furono colti dal gelo della notte proprio in mezzo al deserto. Erano cinque turisti di nazionalità ed estrazione sociale diversa, più un marocchino che lavorava nel villaggio turistico in cui tutti alloggiavano. Si erano persi durante l’escursione pomeridiana.

Accesero un fuoco con la legna che avevano raccolto, ma ognuno ne conservò un rametto per sé. Il fuoco andava affievolendosi e la donna pensò che non valesse la pena sprecare il suo ramo per scaldare quella massa di maschilisti. Al suo fianco c’era un uomo col vestito sgualcito che mai e poi mai avrebbe condiviso la sua legna col riccone che sedeva dall’altro lato.

Il riccone, dal canto suo, tra il conteggio dei suoi beni e delle sue proprietà, pensò che sicuramente si sarebbe salvato perché a quell’ora di sicura la segretaria avrebbe dato l’allarme della sua scomparsa, quindi perché sciupare il suo rametto per scaldare l’altro uomo che aveva idee politiche diverse dalle sue?

Figuriamoci se quest’altro lo avrebbe fatto scaldare con la sua legna dopo aver saputo per chi aveva votato alle ultime elezioni. Il marocchino leggeva il disprezzo negli occhi di chi gli stava intorno e non poteva perdere l’occasione di vendicarsi lasciandoli al freddo.

Li ritrovarono la mattina seguente, tutti stretti al proprio rametto ma morti per assideramento!

Lasciamo che il Signore sciolga il freddo della malvagità della nostra anima con il Suo immenso amore. Questo svilupperà nella nostra vita frutti come la bontà e l’altruismo. Lasciamo che cambi il nostro cuore secondo ciò per cui ci aveva creati: una vita ricca di benedizione e non una morte a causa delle nostre cattive azioni!

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