Gioie effimere e passeggere

Vanità delle vanità, dice l’Ecclesiaste, vanità delle vanità, tutto è vanità. (Ecclesiaste 1:2)

Molti sono trattenuti dall’andare a Cristo, e donargli il cuore, per le cose che presenta questo mondo. Ci sono molte cose che non sono malvagie e peccaminose in se stesse; ma le diventano se vi poniamo tutto il nostro animo, e le mettiamo al primo posto.

Molti hanno l’errata idea che saranno felici se accumuleranno molti beni di questo mondo. Il re Salomone fu l’uomo più ricco che non sia mai vissuto e poté soddisfare tutti i desideri del suo cuore. Ascolta cosa dice della sua esperienza:

Io ho detto in cuor mio: «Vieni ora, ti voglio mettere alla prova con la gioia, e tu godrai il piacere». Ma ecco anche questo è vanità. Del riso ho detto: «È follia», e della gioia: «A che serve?». Ho cercato nel mio cuore come soddisfare il mio corpo col vino, spronando nello stesso tempo il mio cuore alla sapienza e a stare attaccato alla follia, finché vedessi qual è il bene che i figli degli uomini dovrebbero fare sotto il cielo, tutti i giorni della loro vita.

Così feci grandi lavori: mi costruii case, mi piantai vigne, mi feci giardini e parchi, piantandovi alberi fruttiferi di ogni specie; mi costruii vasche per l’acqua con le quali poter irrigare il bosco per far crescere gli alberi. Comprai servi e serve ed ebbi servi nati in casa; ebbi anche grandi averi in armenti e greggi, più di tutti quelli che erano stati prima di me in Gerusalemme. Ammassai per me anche argento, oro e le ricchezze dei re e delle province; mi procurai dei cantanti e delle cantanti, le delizie dei figli degli uomini e strumenti musicali di ogni genere.

Così divenni grande e prosperai più di tutti quelli che erano stati prima di me in Gerusalemme; anche la mia sapienza rimase con me. Tutto quello che i miei occhi desideravano, non l’ho negato loro; non ho rifiutato al mio cuore alcun piacere, perché il mio cuore si rallegrava di ogni mio lavoro; e questa è stata la ricompensa di ogni mio lavoro. Poi mi volsi a considerare tutte le opere che le mie mani avevano fatto, e la fatica che avevo impiegato a compierle; ed ecco tutto era vanità e un cercare di afferrare il vento; non c’era alcun vantaggio sotto il sole. (Ecclesiaste 2:1-11)

In conclusione, le cose di questo mondo non potranno mai soddisfare le necessità dell’anima. La scrittura dichiara che solo Gesù è la vera ricchezza e felicità duratura.

Io rendo continuamente grazie per voi al mio Dio, a motivo della grazia di Dio che vi è stata data in Cristo Gesù, perché in lui siete stati arricchiti in ogni cosa, in ogni dono di parola e in ogni conoscenza, per la testimonianza di Cristo che è stata confermata tra voi, così che non vi manca alcun dono, mentre aspettate la manifestazione del Signor nostro Gesù Cristo, il quale vi confermerà fino alla fine, affinché siate irreprensibili nel giorno del nostro Signore Gesù Cristo. (1 Corinzi 1:4-8)

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