Grandezza morale

Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la bocca. Come l’agnello condotto al mattatoio, come la pecora muta davanti a chi la tosa, egli non aprì la bocca. (Isaia 53:7)

La grandezza morale di Gesù Cristo è incomparabile. Essa ha brillato in modo particolare quando era ingiuriato dagli uomini. Gli hanno persino detto: “hai un demonio”.

I Giudei gli risposero: «Non diciamo noi con ragione che sei un Samaritano e che hai un demonio?» Gesù replicò: «Io non ho un demonio, ma onoro il Padre mio e voi mi disonorate. (Giovanni 8:48-49)

Quest’uomo umile e perfetto è il nostro grande Salvatore, il quale, oltraggiato, non rendeva gli oltraggi e soffrendo non minacciava nessuno, ma si rimetteva nelle mani di Dio.

Oltraggiato, non rendeva gli oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva a colui che giudica giustamente; egli ha portato i nostri peccati nel suo corpo, sul legno della croce, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le sue lividure siete stati guariti. (1 Pietro 2:23-24)

Sulla croce, inchiodato da uomini malvagi, ha interceduto per coloro di cui è detto: “Avete condannato, avete ucciso il giusto. Egli non vi oppone resistenza” (Giacomo 5:6)

Egli ha sopportato la sofferenza, la vergogna, l’ingratitudine, lo scherno senza alzare la testa, né rivendicare i propri diritti. Ha accettato di morire come un malfattore, pur essendo l’unico giusto, per regolare definitivamente la questione del peccato. La sua perfezione morale è così pienamente manifestata e dà valore al suo sacrificio.

Infatti, se il sangue di capri, di tori e la cenere di una giovenca sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano, in modo da procurare la purezza della carne, quanto più il sangue di Cristo, che mediante lo Spirito eterno offrì se stesso puro di ogni colpa a Dio, purificherà la nostra coscienza dalle opere morte per servire il Dio vivente! (Ebrei 9:13-14)

Che grandezza quella del nostro Salvatore! Lasciamoci pervadere di ammirazione, per lodarlo e per legarci a lui con tutto il nostro cuore.

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