Il credente è fatalista?

Ci sono molti disegni nel cuore dell’uomo, ma solo il piano dell’Eterno rimarrà fermo. (Proverbi 19:21)

Il fatalismo, ci dice il dizionario, considera tutti gli avvenimenti come irrevocabilmente fissati in anticipo da una causa unica e soprannaturale. L’uomo fatalista si convince che tutti i dettagli della propria vita sono stabiliti in anticipo dal destino, e che egli non può cambiare nulla.

Di conseguenza, accetta passivamente tutto ciò che li accade. Questo modo di pensare conduce a questo genere di riflessione:

“Se Dio vuole salvarmi, lo sarò in ogni modo”.

Certamente diversi passi della Parola di Dio sottolineano la sovranità divina.

Chi mai dice qualcosa che poi si avvera, se il Signore non l’ha comandato? (Lamentazioni 3:37)

Tuttavia il credente non subisce passivamente la volontà di Dio, padrone delle circostanze; ma, per fede, intrattiene con lui delle relazioni viventi e attive.

L’Eterno è vicino a tutti quelli che lo invocano, a tutti quelli che lo invocano in verità. Egli soddisfa il desiderio di quelli che lo temono, ode il loro grido e li salva. (Salmo 145:18-19)

Il credente confida nel Signore con felicità e certezza. Egli sa sempre trovare presso di lui una risposta ai suoi bisogni e un aiuto nelle circostanze che attraversa.

Si sottomette alla volontà del Padre che talvolta gli manda una prova, perché sa che questo Dio d’amore desidera solo il suo bene.

Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo. (Ebrei 12:11)

Agisce. La Parola di Dio ci invita a vivere quello che essa insegna. Gedeone, giudice del popolo d’Israele, ricevette quest’ordine dal Signore:

Allora l’Eterno si volse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian. Non sono io che ti mando?». Egli gli rispose: «O mio Signore, come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più debole di Manasse, e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». L’Eterno gli disse: «Ma io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo».

Gli disse allora Gedeone: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, dammi un segno che sei tu che parli con me. Deh, non te ne andare di qui prima che io torni da te, ti porti la mia oblazione di cibo e te la metta davanti». L’Eterno disse: «Aspetterò finché tu ritorni».

Allora Gedeone entrò in casa e preparò un capretto e delle focacce azzime con un’efa di farina; mise la carne in un canestro e il brodo in una pentola, li portò a lui sotto la quercia e glieli offrì. L’Angelo di DIO gli disse: «Prendi la carne e le focacce azzime, mettile su questa roccia e versavi sopra il brodo». Ed egli fece così.

Allora l’Angelo dell’Eterno stese la punta del bastone che aveva in mano e toccò la carne e le focacce azzime; e dalla roccia salì un fuoco che consumò la carne e le focacce azzime; poi l’Angelo dell’Eterno scomparve dai suoi occhi. Così Gedeone si rese conto che era l’Angelo dell’Eterno, e disse: «Ahimè, o Signore, o Eterno! Poiché ho visto l’Angelo dell’Eterno faccia a faccia!». L’Eterno gli disse: «La pace sia con te; non temere, non morrai!». (Giudice 6:14-23)

Ringrazia Dio per tutte le dimostrazioni della sua bontà. Non si attacca alle benedizioni, ma a colui che le accorda.

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