Il mondo di sempre

Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui, perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno. (1 Giovanni 2:15-17)

E’ della società umana che si parla; non del suo sviluppo scientifico, economico, culturale o politico, ma dei suoi aspetti morali e dei suoi rapporti con Dio.

Gli elementi che caratterizzano il mondo sono apparsi fin dall’inizio della storia dell’umanità. Il primo essere umano ha ascoltato Satana, e, per mezzo di lui “il peccato” è entrato nel mondo e, per mezzo del peccato, la morte”.

Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato; perché, fino a che fu promulgata la legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non è imputato se non vi è legge; ma la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire. (Romani 5:12-14)

Ogni generazione successiva ha aumentato questa prima colpa. Il capitolo 4 di Genesi descrive la discendenza di Caino che rifiuta di riconoscersi colpevole, creando e accrescendo la propria indipendenza, con l’organizzazione di una società che mette Dio al bando e crede di bastare pienamente a se stessa.

Un pò più tardi, nuovo rifiuto del pensiero di Dio e un nuovo passo indietro: dopo il diluvio, gli uomini si riuniscono senza Dio e materializzano il loro orgoglio mettendosi a costruire una città e una torre che, pensavano, si sarebbe innalzata fino al cielo.

E dissero: «Orsù, costruiamoci una città e una torre la cui cima giunga fino al cielo, e facciamoci un nome, per non essere dispersi sulla faccia di tutta la terra». (Genesi 11:4)

Alla fine, niente ha messo in luce il vero carattere del mondo quanto il modo con cui è stato trattato il Figlio di Dio. Dalla sua nascita fino alla morte sulla croce, il mondo l’ha perseguitato con il proprio odio e l’ha escluso dalla sua comunità.

Dio, al contrario, ha trovato il suo piacere nella vita di Cristo e nella sua opera espiatoria; da allora, per obbedire a Dio e piacergli, ognuno è responsabile di fargli un posto nel proprio cuore e nella proria vita.

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