Il salario del peccato

Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna; perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:22-23)

Come ci ripaga il peccato? L’apostolo Paolo ci avverte dell’inganno del peccato, che mai mantiene quello che promette, ma come una punta avvelenata, trafigge l’anima causandone la separazione da Dio, la morte.

Chi trasgredisce la legge di Dio dovrà sopportare tutte le ripercussioni del suo agire. E’ inutile nascondersi o fuggire. Adamo ci provò, ma dovette renderne conto. Eva provò a giustificarsi, ma invano.

Il Signore non è severo quando punisce il peccato, ma giusto! Adamo era stato avvisato; il peccato non è mai consumato nel totale buio della coscienza. Chi pecca sa di peccare. L’uomo cade perché non sa valutare le tristi e permanenti conseguenze dei suoi gesti, ma si sofferma sugli aspetti immediati piacevoli che pensa di trarne, seppure fugaci.

Ad Eva il frutto pareva buono da mangiare e bello da vedere. Adamo era convinto che lo avrebbe reso simile a Dio. Si continua a pagare amaramente l’effimera soddisfazione di assaporare quanto Dio ha proibito.

La fiducia nel Signore, al contrario, è sempre ricompensata dalla Sua benedizione. Posta in Cristo ci libera da ogni condanna, ci purifica da qualsiasi macchia e alleggerisce da ogni colpa. La fede nel Signore Gesù produce vera pace, ubbidienza e vita eterna.

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