Il senso del bene

Non lasciarti vincere dal male, ma vinci il male con il bene. (Romani 12:21)

Recentemente, rievocando il degrado e gli atti di violenza commessi in una città, una personalità dichiarava: “Non c’è più il senso del bene, e questo è terribile!”. La violenza è una delle tragiche conseguenze dell’allontanamento morale dell’uomo da Dio, avvenuto nel principio con la disubbidienza di Adamo ed Eva.

Il primo omicidio, l’uccisione di Abele da parte di suo fratello Caino, avvenne poco dopo la creazione. Così, ancora oggi, non si fa più, in molti campi, una chiara distinzione tra il bene e il male. Eppure, in seguito al suo peccato, l’uomo ha acquistato la conoscenza del bene e del male, ed ha una coscienza che dovrebbe riprenderlo se fa il male.

Ma la coscienza può essere indurita, come “cauterizzata”, cioè resa definitivamente insensibile e si arriva a chiamare “bene il male, e male il bene” (Isaia 5:20).

Ma lo Spirito dice esplicitamente che nei tempi futuri alcuni apostateranno dalla fede, dando retta a spiriti seduttori e a dottrine di demòni, sviati dall’ipocrisia di uomini bugiardi, segnati da un marchio nella propria coscienza. (1 Timoteo 4:1-2)

Perché la nostra coscienza resti una guida affidabile, dobbiamo lasciarci illuminare da Dio, per mezzo della Sua Parola che “giudica i sentimenti e i pensieri del cuore” (Ebrei 4:12). La Bibbia ci insegna che in noi stessi non c’è alcun bene, ma se crediamo in Gesù, Dio ci accorda il perdono dei peccati e ci dà una nuova natura, capace di conservare il “senso del bene” e anche di compierlo.

Difatti io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no.

Difatti io so che in me, cioè nella mia carne, non abita alcun bene; poiché in me si trova il volere, ma il modo di compiere il bene, no. (Romani 7:18)

Inoltre lo Spirito Santo viene a stabilirsi nel credente per illuminarlo, condurlo e metterlo in guardia, se necessario. La relazione che si stabilisce con Dio per mezzo della conversione ci dà la capacità di valutare la differenza tra il bene e il male, e ci dà l’energia di agire in modo da piacergli e da onorarlo.

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