Il sonno

Nella sala di sopra, dov’eravamo riuniti, c’erano molte lampade; un giovane di nome Eutico, che stava seduto sul davanzale della finestra, fu colto da un sonno profondo, poiché Paolo tirava in lungo il suo dire; egli, sopraffatto dal sonno, precipitò giù dal terzo piano e venne raccolto morto. (Atti 20:8-9)

In questo versetto leggiamo quali possono essere le conseguenze del sonno. L’addormentarsi diminuisce il nostro stato di vigilanza. Il giovane, forse per la noia, si addormentò perdendo l’equilibrio tanto che cadde dal terzo piano e morì. Meglio sarebbe stato per lui tenersi sveglio o impegnarsi in qualcosa che avrebbe allontanato il sonno.

Spiritualmente parlando, il sonno, è causa di gravi cadute, a volte irrimediabili. Abbassare la guardia offrendo al nemico la possibilità di agire indisturbato è causa di freddezza spirituale. Quando ci accorgiamo di essere vicini al sonno, non lasciamoci vincere dalla dolcezza del riposo, ma attiviamoci affinché il nostro essere rimanga sveglio.

Una lettura della Parola, una preghiera sincera, una visita ad un credente che ci consigli possono essere mezzi per non cadere nel sonno della morte.

E poi chiediamoci: “Come mai questo sonno?” Ci siamo tanto allontanati dal Suo amore da non gustare più la gioia? Abbiamo trascurato le riunioni fraterne tanto da non desiderare più di ascoltare e pregare Dio in comunione con gli altri?

Non stiamo agendo secondo la Sua volontà. Con una sincera ed umile preghiera, qualunque sia la causa, chiediamo a Dio la forza per restare svegli.

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