Investire su se stessi

Non vi fate tesori sulla terra, dove la tignola e la ruggine guastano, e dove i ladri sfondano e rubano, anzi fatevi tesori in cielo, dove né tignola né ruggine consumano, e dove i ladri non sfondano e non rubano. Perché dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore. (Matteo 6:19-21)

“Investire su se stessi”, questa espressione, tratta dal linguaggio finanziario, significa che ci si impegna a fondo per una causa ritenuta buona o per un obiettivo che si vuole raggiungere. Quale causa è migliore di quella di Gesù Cristo? Che scopo è più elevato del cielo e della gloria eterna?

La gente sa investire il proprio tempo, le proprie forze e il proprio denaro in investimenti che non rendono rigorosamente nulla nell’aldilà. Il credente non dovrebbe fare altrettanto quando si tratta del suo avvenire eterno? Ciò presuppone delle rinunce, perché quello che destiniamo ad un certo uso non è evidentemente più disponibile per altri.

Al di sopra di tutto, il credente è invitato ad investire se stesso. L’apostolo Paolo cita l’esempio dei Macedoni, gente povera che, non solo avevano dato il loro denaro per il servizio dell’Evangelo, ma avevano dato se stessi al Signore.

Il Signore Gesù, che è l’esempio della suprema rinuncia, ha detto un giorno ai suoi discepoli: «Se qualcuno mi vuole seguire, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua». (Matteo 16:24)

Investiamo per il cielo; è l’unico investimento a prova di ladri, di svalutazione, di crolli borsistici.

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