Io sarò con te

La notte seguente, il Signore si presentò a Paolo e gli disse: «Fatti coraggio; perché come hai reso testimonianza di me a Gerusalemme, così bisogna che tu la renda anche a Roma». (Atti 23:11)

L’uomo è molto piccolo in rapporto alla terra; questa non è altro che un granello di sabbia nel vasto universo, eppure il Dio dei cieli, Creatore e Salvatore, vuole essere vicino ad ognuno di noi.

Troviamo nella Bibbia un libro di quarantadue capitoli, quello di Giobbe, che ci manifesta l’interesse che Dio ha anche per una sola persona.

Giobbe, colpito nei beni, nella famiglia, nella salute, capisce che Dio è dietro tutto questo e arriva al punto di dire:

Ecco, egli mi passa vicino, e io non lo vedo; mi scivola accanto e non me n’accorgo. (Giobbe 9:11)

Questa prossimità incompresa è motivo di turbamento per Giobbe.

Quando cesserai di tenere lo sguardo fisso su di me? Quando mi darai tempo d’inghiottire la mia saliva? (Giobbe 7:19)

Ma, con la prova, Giobbe comprende che Dio s’interessa personalmente a lui, e di essere l’oggetto delle sue compassioni. Impara la lezione; Dio non è più per lui qualcuno di lontano e impersonale, ed egli può dire:

Il mio orecchio aveva sentito parlare di te ma ora l’occhio mio ti ha visto. (Giobbe 42:5)

Dio vuole essere vicino ai suoi, perché li ama. Se ci guida in circostanze in cui ci sentiamo soli, possiamo fare la stessa esperienza dell’apostolo Paolo.

Nella mia prima difesa nessuno si è trovato al mio fianco, ma tutti mi hanno abbandonato; ciò non venga loro imputato! Il Signore però mi ha assistito e mi ha reso forte, affinché per mezzo mio il messaggio fosse proclamato e lo ascoltassero tutti i pagani; e sono stato liberato dalle fauci del leone. (2 Timoteo 4:16-17)

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