Accostandovi a lui, pietra vivente, rifiutata dagli uomini ma davanti a Dio scelta e preziosa, anche voi, come pietre viventi, siete edificati per formare una casa spirituale, un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo. (1 Pietro 2:4-5)
Prima della venuta di Cristo, il popolo di Israele aveva un tempio a Gerusalemme. Ognuno poteva andare in quel luogo di preghiera e di adorazione per offrire degli animali in sacrificio a Dio e ottenere il Suo favore. Quei sacrifici, che prefiguravano il sacrificio di Cristo, non toglievano i peccati, anzi ricordavano che l’uomo è peccatore e che non può stare alla presenza di Dio per merito proprio.
Lì, nel cortile del tempio, gli Israeliti andavano per offrire dei sacrifici, per rallegrarsi alla Sua presenza e per ottenere il Suo perdono se avevano trasgredito qualche punto della legge.
Dalla venuto di Cristo tutto è cambiato. Lui è il vero, unico e irripetibile sacrificio espiatorio grazie al quale Dio può perdonare chi si riconosce peccatore e crede in Lui. Al posto del tempio ora c’è un “edificio spirituale” costituito non da pietre inerti, ma da “pietre viventi” che sono i credenti. Questa “casa spirituale” è la Chiesa della quale Cristo è il fondamento.
Questa casa è dunque “spirituale”, non materiale. L’edificio dove i cristiani si ritrovano non ha alcun valore in sé; ciò che conta è la presenza del Signore che ha promesso di trovarsi là dove i credenti si riuniscono nel Suo nome.
Poiché dove due o tre sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro. (Matteo 18:20)
I veri credenti si trovano insieme per pregare Dio e, come dice il versetto di oggi, per “offrire sacrifici spirituali, graditi a Dio per mezzo di Gesù Cristo”. Dai loro cuori sale la riconoscenza per ciò che Egli è e per l’amore che ha avuto per loro. Il credente non chiede di essere perdonato, ma ringrazia il Signore per il perdono che ha ottenuto, una volta per tutte, quando ha creduto al sacrificio del suo Salvatore.




