In che modo gli uomini hanno trattato il Signore Gesù, venuto a salvarli? Né come figlio di Dio, né come re, o profeta, o giusto; ma… neppure come uomo. Per loro valeva solo 30 monete d’argento, poiché stimarono così il prezzo della sua vita.
Lo arrestarono di notte, come un malfattore, lo incatenarono e lo portarono da Caiafa, da Erode, da Pilato. Lo schernirono come re, ponendogli sul capo una corone di spine. Lo picchiarono e gli sputarono in viso, poi lo crocifissero tra due malfattori.
Di fronte all’azione implacabile di Satana, all’odio dei Farisei, alle urla del popolo, all’indifferenza di Pilato ed alla derisione dei sacerdoti, il suo Dio lo sostenne. Ma chi lo ha consolato quando si abbatté su lui, carico del peccato del mondo, la condanna del Dio santo e giusto?
La morte, la tortura, il corpo martoriato, il sangue versato, gli insulti, fanno parte della sofferenza della croce, ma la sofferenza maggiore è stata quando Dio lo ha punito per i peccati di tutti quelli che hanno creduto e che crederanno: tutti costoro saranno la sua ricompensa, Dio lo lascia soffrire e il Salvatore, riarso dalla sete, esprime tutta la sua sofferenza.
Dall’ora sesta fino all’ora nona si fecero tenebre su tutto il paese. Verso l’ora nona, Gesù gridò con gran voce dicendo: «Elì, Elì, lammà sabactanì?». Cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». (Matteo 27:45-46)
Questo cose possono lasciare il vostro cuore indifferente?
A. Monod




