Nel principio era la Parola e la Parola era presso Dio, e la Parola era Dio. (Giovanni 1:1)
E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, come gloria dell’unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità. (Giovanni 1:14)
Una delle verità più avversate fin dall’inizio del cristianesimo è quella che riguarda la divinità di Gesù. Si è voluto vedere in lui un benefattore o un profeta emerito, ma pur sempre un uomo, mentre la Bibbia afferma la sua essenza divina strettamente legata alla sua umanità. Pur distinto nella sua persona, egli ha la stessa natura di Dio Padre. L’intelligenza umana, limitata, ha difficoltà a comprendere.
Gesù ha affermato di essere Dio.
Egli ha proclamato di essere uno col Padre: Io e il Padre siamo uno. (Giovanni 10:30) e ha detto che chi vedeva lui, vedeva il Padre: Gesù gli disse: «Da tanto tempo io sono con voi e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici: “Mostraci il Padre”? (Giovanni 14:9). Egli ha affermato la sua preesistenza: «In verità, in verità io vi dico: Prima che Abrahamo fosse nato, io sono». (Giovanni 8:58), come Colui che, nell’Antico Testamento, dichiara: «IO SONO COLUI CHE SONO». (Esodo 3:14)
Il fatto che Gesù abbia detto: Se voi mi amaste, vi rallegrereste perché ho detto: “Io vado al Padre”; poiché il Padre è più grande di me. (Giovanni 14:28), non è in contraddizione con ciò che egli afferma di se stesso; piuttosto è la manifestazione perfetta della sua profonda umiltà. Egli ha acconsentito a rivestire la nostra umanità ed essere: … per un po’ di tempo inferiore agli angeli… (Ebrei 2:9), cioè uomo, per poter morire sulla croce ed essere così il Salvatore di coloro, fra gli uomini, che avrebbero creduto in lui.
Gesù è stato adorato come Dio.
Quando Gesù era ancora un bambino, i magi si sono prostrati davanti a lui: E, entrati nella casa, trovarono il bambino con Maria sua madre e, prostratisi, lo adorarono. (Matteo 2:11); poi i discepoli gli hanno reso omaggio dopo che egli ebbe calmato la tempesta: Allora quelli che erano nella barca vennero e l’adorarono, dicendo: «Veramente tu sei il Figlio di Dio!». (Matteo 14:33). E che dire dell’omaggio reso dal cieco nato al quale il Signore Gesù rese la vista: E Gesù gli disse: «Tu l’hai visto; è proprio colui che ti sta parlando». Allora egli disse: «Io credo, Signore»; e l’adorò. (Giovanni 9:37-38), e l’adorazione di Tommaso quando constatò la realtà della sua risurrezione? Allora Tommaso rispose e gli disse: «Signor mio e Dio mio!». (Giovanni 20:28)
Dio, dopo aver anticamente parlato molte volte e in svariati modi ai padri per mezzo dei profeti, in questi ultimi giorni ha parlato a noi per mezzo di suo Figlio, che egli ha costituito erede di tutte le cose, per mezzo del quale ha anche fatto l’universo. Egli, che è lo splendore della sua gloria e l’impronta della sua essenza e che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza, dopo aver egli stesso compiuto l’espiazione dei nostri peccati, si è posto a sedere alla destra della Maestà nell’alto dei cieli, ed è diventato tanto superiore agli angeli, quanto più eccellente del loro è il nome che egli ha ereditato. (Ebrei 1:1-4)
Numerosi testi biblici testimoniano la divinità di Gesù Cristo. Gesù ha affermato di essere Dio e ha ricevuto l’adorazione come Dio.
Gesù è chiamato dal Dio Padre stesso
Già il Salmo 102 ci colpisce profondamente quando, profeticamente, Gesù Cristo dichiara ai versetti 24-26: Ho detto: Dio mio, non portarmi via nel mezzo dei miei giorni. Il padre allora risponde: I tuoi anni durano per ogni età, e ricorda subito dopo la gloria del Signore Gesù come Creatore dei cieli e della terra, come quella di Dio Padre; e afferma che è lo Stesso, Colui che esiste, al di là del tempo. Anticamente tu hai stabilito la terra e i cieli sono opera delle tue mani; essi periranno, ma tu rimarrai: si logoreranno tutti come un vestito; tu li muterai come una veste ed essi saranno cambiati.
I primi versetti della lettera agli Ebrei esprimono anche, e in modo maestoso, la grandezza di Dio Figlio, superiore ai profeti attraverso i quali Dio aveva tuttavia parlato anticamente, e anche superiore agli angeli, che devono rendergli omaggio. Il contrasto con questi ultimi è sottolineato dalla dichiarazione del Padre riguardo al Figlio: Ma degli angeli dice: «Dei suoi angeli fa dei venti, e dei suoi ministri una fiamma di fuoco»; del Figlio invece dice: «O Dio, il tuo trono è per i secoli dei secoli, lo scettro del tuo regno è scettro di giustizia. (Ebrei 1:7-8)
Dio gli dice anche: Infatti, a quale degli angeli disse mai: «Tu sei mio Figlio, oggi ti ho generato»? E di nuovo: «Io gli sarò Padre, ed egli mi sarà Figlio»? (Ebrei 1:5)
Da queste parole comprendiamo che in quel momento, dopo che per secoli i Giudei avevano rifiutato il messaggio divino annunciato dai profeti, il Padre introduce il Figlio nel tempo. Egli lo manda nel mondo. In questo modo: E la Parola si è fatta carne ed ha abitato fra di noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, come gloria dell’unigenito proceduto dal Padre, piena di grazia e di verità. (Giovanni 1:14) e Dio Padre ci ha parlato nel Figlio.
Che mistero è l’incarnazione! Dio Figlio prende la nostra natura, ma la Bibbia afferma che non ha conosciuto, né commesso peccato. Così poteva essere la sola vittima santa in grado di pagare per noi per cancellare i nostri peccati sulla croce del Calvario.
Egli è l’immagine dell’invisibile Dio, il primogenito di ogni creatura, poiché in lui sono state create tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, le cose visibili e quelle invisibili: troni, signorie, principati e potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. (Colossesi 1:15-17)
Gesù è chiamato Dio dagli apostoli
L’apostolo Paolo dichiara: Infatti desidererei essere io stesso anatema e separato da Cristo per i miei fratelli, miei parenti secondo la carne, che sono Israeliti, dei quali sono l’adozione, la gloria, i patti, la promulgazione della legge, il servizio divino e le promesse; dei quali sono i padri e dai quali proviene secondo la carne il Cristo che è sopra tutte le cose Dio, benedetto in eterno. Amen. (Romani 9:3-5)
Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nella presente età saggiamente, giustamente e piamente, aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro, Gesù Cristo, il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere. (Tito 2:11-14)
L’aposto Giovanni, mettendoci in guardia contro gli idoli proclama: Ma noi sappiamo che il Figlio di Dio è venuto e ci ha dato intendimento, affinché conosciamo colui che è il Vero; e noi siamo nel Vero, nel suo Figlio Gesù Cristo; questo è il vero Dio e la vita eterna. (1 Giovanni 5:20)
Come Dio, il Signore Gesù dominerà su tutto
Già il Salmo 8 mette in contrasto la grandezza della creazione e la debolezza del primo uomo; ma subito dopo introduce la grandezza del secondo uomo (Cristo), sotto i piedi del quale tutte le cose saranno poste.
Quando considero i tuoi cieli, che sono opera delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai disposte, che cosa è l’uomo, perché te ne ricordi, e il figlio dell’uomo, perché lo visiti? Eppure tu lo hai fatto di poco inferiore a DIO, e lo hai coronato di gloria e di onore. Lo hai fatto regnare sulle opere delle tue mani e hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi! (Salmi 8:3-6)
In Colossesi 1:16 leggiamo: “tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui”. Così, senza il suo intervento, la materia stessa non avrebbe potuto esistere poiché la prerogativa di Dio è quella di creare dal niente. Allo stesso modo, poiché: “tutte le cose sussistono in lui”, senza il suo sostegno permanente il mondo fisico in cui ci troviamo ritornerebbe nella desolazione da cui è stato tratto.
Nell’Apocalisse, l’apostolo Giovanni descrive il Signore come: Allora uno degli anziani mi disse: «Non piangere; ecco, il Leone della tribù di Giuda, la Radice di Davide, ha vinto per aprire il libro e sciogliere i suoi sette sigilli». (Apocalisse 5:5), cioè colui che esiste prima di Davide, l’unico degno di aprire il libro dei giudizi divini che si abbatteranno sulla terra. Davanti a tale maestà, l’insieme dei credenti intona un cantico nuovo, migliaia di angeli annunciano sette caratteri della sua eccellenza, e tutte le creature, così come tutte le cose, proclamano la sua gloria nei secoli dei secoli.
Verrà il giorno in cui effettivamente ogni ginocchio si piegherà davanti a Lui.
Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. (Filippesi 2:9-11)



