La famiglia: un ostacolo alla libertà?

Allora gli si accostarono alcuni farisei per tentarlo, e gli dissero: «È lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». Ed egli, rispondendo, disse loro: «Non avete voi letto che chi li creò da principio, li creò maschio e femmina? E disse: “Perciò l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà con la propria moglie, e i due diverranno una sola carne”. E così non sono più due, ma una sola carne; quello dunque che Dio ha unito insieme, l’uomo non lo separi». (Matteo 19:3-6)

Un uccello in volo dà l’idea della libertà; non ci sono ostacoli alle sue evoluzioni! Vivere la propria libertà è un bel privilegio per un essere umano degno e responsabile. Ma viverla senza rispettare le leggi civili e morali o facendo torto agli altri è un segno che non si sa apprezzare questo privilegio.

Sotto il pretesto della libertà, per esempio, è forse lecito turbare o distruggere una famiglia? Tradire o abbandonare marito, moglie, figli? Un famiglia unita è sorgente di grande felicità! La si costruisce con l’amore, la dedizione, l’armonia.

Perché allora succede che la famiglia diventi, a volte, come un campo di battaglia con relative sconfitte, rotture, angosce? Forse perché certi genitori preferiscono perseguire la propria realizzazione personale e vanno alla ricerca della falsa libertà piuttosto che della felicità della loro famiglia.

Si sostiene che la famiglia “ingabbia” la libertà individuale! Allora si fa di tutto per liberarsi; si dice: “Sono libero di scegliere, ance di andarmene”. Per scegliere che cosa? Adulterio, divorzio, disordine…

Uno se ne va: illusione di libertà, avventura… L’altro resta, affranto, con i suoi problemi. Anche i figli restano, lasciati a se stessi, assegnati a genitori separati, un po’ all’uno, un po’all’altro.

Guardiamo di nuovo gli uccelli, questa volta nel loro nido, e osserviamo come i genitori si dividono i compiti per nutrire i loro piccoli e prepararli al volo.

Il matrimonio non è un’istituzione che funziona per un certo tipo di cultura. Dio l’ha istituito per tutte le culture e per tutti i tempi. Dio crea e stabilisce la felicità di una coppia sulla base di alcuni criteri fondamentali.

  • una donna preparata da Dio per essere l’aiuto che corrisponde a colui che sarà il suo sposo;
  • un solo uomo per una donna sola, che si sentono attratti reciprocamente, e che sono responsabili di restare legati l’uno all’altro per tutto il tempo che entrambi vivono sulla terra;
  • il legame vivente che unisce l’uno all’altro è l’amore

Chi crede in Gesù è reso libero, libero dalla schiavitù in cui lo tenevano le sue ambizioni, le sue pretese e il suo orgoglio. E’ libero per poter fare posto al Signore, libero di riflettere nella sua famiglia le grazie che ha ricevuto da Dio: amore, pace, gioia.

Tutta la famiglia sperimenterà la felicità che Dio promette ad una vita a due fatta di perdono, di dedizione, di attenzione, di rispetto, di felicità.

Riflettiamo! Non è forse necessario e urgente negare alle idee e ai costumi correnti il diritto di imporci il comportamento da tenere? Non è forse urgente cogliere l’occasione per ritornare a Dio, che ha istituito il matrimonio per rendere le sue creature felici?

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