Ed ecco, un angelo del Signore sopraggiunse e una luce risplendette nella cella; e, percosso il fianco di Pietro, lo svegliò, dicendo: «Alzati in fretta!». E le catene gli caddero dalle mani. (Atti 12:7)
L’apostolo Pietro è in prigione; deve passarvi la notte prima di comparire davanti al popolo, secondo l’ordine di Erode. Incatenato tra due soldati, non può fuggire; delle guardie vigilano alla porta. Nonostante ciò, Pietro dorme sereno. Durante la notte, Dio interviene e lo libera miracolosamente: un angelo lo sveglia, le carene cadono, e la porta della prigione si apre davanti a lui.
Pietro crede di sognare, invece si ritrova in strada: libero. Che liberazione meravigliosa!
L’apostolo si reca direttamente nel luogo dove sapeva di trovare i fratelli e le sorelle credenti che, angosciati, stavano pregando Dio con tutto il cuore per la sua liberazione.
Pietro bussa alla porta, e una serva di nome Rode, andando ad aprire, riconosce la sua voce che viene da fuori, è piena di gioia, e non ha bisogno di vederlo per credere che Dio ha risposto alle preghiere dell’assemblea. Tutta felice, corre ad annunciare agli altri la bella notizia.
I presenti, udendola, dubitano che colui che sta dietro alla porta possa essere veramente Pietro in carne e ossa, e libero. Come potrebbe un uomo uscire vivo dalle prigioni di Erode? Impossibile! Ma “ogni cosa è possibile a Dio” (Marco 10:27). Quando per l’uomo non c’è più alcuna speranza, Dio dà la sua risposta.
Sta’ in silenzio davanti all’Eterno e aspettalo; non affliggerti per colui che prospera nelle sue imprese, per l’uomo che segue i suoi malvagi disegni. (Salmi 37:7)
La fede fa intravedere il sole al di là delle nuvole nere. Una prova? Il dubbio mi assale e l’angoscia mi sommerge. Posso io dubitare della potenza e dell’amore di Dio?
Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto». (Giovanni 20:29)



