Infatti anche se camminiamo nella carne, non guerreggiamo secondo la carne, perché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, affinché distruggiamo le argomentazioni ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e rendiamo sottomesso ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo, e siamo pronti a punire qualsiasi disubbidienza, quando la vostra ubbidienza sarà perfetta. (2 Corinzi 10:3-6)
Dall’antichità fino ai nostri giorni l’uomo ha sempre costruito delle fortezze. Un tempo si trattava di luoghi fortificati dove ci si rifugiava in caso di attacco nemico. Vi si rinchiudevano anche dei prigionieri. Anche oggi vengono costruite delle fortezze, ma sono sotterranee: si chiamano bunker.
I versetti citati parlano di altre fortezze. Non sono di pietra, e nemmeno sotto terra, tuttavia sono reali. Tutti corriamo il rischio di diventarne prigionieri; sono i modi di pensare, i ragionamenti, gli schemi mentali.
Quando si sente parlare di liberazione; di emancipazione, d’indipendenza, l’essere umano fa presto a lasciarsi catturare; ma si fa catturare anche da pensieri che sono in totale disaccordo con i pensieri di Dio. La Bibbia dice che l’uomo che non conosce i pensieri di Dio giace nelle tenebre.
Chi di noi può uscire da una tale fortezza che ci tiene prigionieri? Dio vuole farci uscire. Se crediamo in Gesù Cristo, Dio ci dà una nuova vita, con nuove motivazioni. Il suo Spirito ci rinnova e ci libera a poco a poco dai nostri pensieri errati e deviati.
Stiamo attenti ai messaggi che provengono dall’esterno; ma attenti sopratutto a quello che Dio ci dice nella Bibbia. Lasciamoci lavorare e avvertire dal suo Spirito, perché siamo sempre in pericolo di accomodare il messaggio biblico alle nostre idee personali. Impariamo a fondare sempre di più la nostra vita sulla volontà di Dio per la nostra felicità e per la sua gloria.


