La gioia del Signore

Rallegratevi del continuo nel Signore; lo ripeto ancora: Rallegratevi. (Filippesi 4:4)

Nel mondo ci sono degli ottimisti che consigliano agli altri di prendere ogni cosa con il sorriso. Cuori leggeri, a volte teste leggere, si sforzano di “tirare su il morale” della gente, e moltiplicano parole buone e pacche affettuose. L’effetto è di solito scadente, perché il più delle volte questa giovialità è forzata e chi la ostenta non ha conosciuto i motivi di turbamento, né drammi dolorosi di quelli che vorrebbero aiutare e per i quali non provano una vera simpatia.

Non si può accettare da chiunque il consiglio “rallegratevi sempre”, ma le cose cambiano quando a darlo è l’apostolo Paolo. Lui aveva sofferto molto nel suo lavoro missionario e per amore della fratellanza.

Sono essi ministri di Cristo? Parlo da stolto, io lo sono più di loro; nelle fatiche molto di più, nelle battiture grandemente di più, molto più nelle prigionie e spesso in pericolo di morte. Dai Giudei ho ricevuto cinque volte quaranta sferzate meno una. Tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte sull’abisso. Sono stato spesse volte in viaggio fra pericoli di fiumi, pericoli di ladroni, pericoli da parte dei miei connazionali, pericoli da parte dei gentili, pericoli in città, pericoli nel deserto, pericoli in mare, pericoli fra falsi fratelli, nella fatica e nel travaglio, sovente nelle veglie, nella fame e nella sete, spesse volte in digiuni, nel freddo e nella nudità. Oltre a queste cose esterne, ciò che mi assilla quotidianamente è la sollecitudine per tutte le chiese. (2 Corinzi 11:23-28)

Quando scriveva ai Filippesi “rallegratevi sempre” si trovava in prigione da molto tempo; eppure, la sua Lettera è piena di raggiante felicità e la parola “gioia” ritorna frequentemente. Ma Paolo non esortava solo a rallegrarsi, esortava a “rallegrarsi nel Signore”.

E’ nel Signore, nella comunione con Lui, nella preghiera, nella riflessione sul Suo amore e sulla Sua gloria, che il credente trova i motivi di gioia, anche se le circostanze che attraversano sono difficili. Questo era il segreto di Paolo. Egli vuol dirci con queste parole: C’è per voi, come per me, un motivo di gioia, un solo: è il Signore Gesù.

Niente e nessuno possono togliere la serenità profonda di chi vive vicino a Lui.

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