La libertà, quella vera

Questa parola magica “Libertà!” la porta scritta a grossi caratteri sulla maglietta. In riva all’oceano, sta camminando solo sull’immensa spiaggia. Il vento di mare gli frusta il viso e gli solleva i ricci dei capelli. Ecco un uomo libero!

Ma lo è davvero? Perché c’è bisogno di scrivere “libertà” sulla schiena o sui muri? Molte persone hanno cercato la libertà lontano dalle costrizioni sociali o famigliari. Eppure anche su un’isola deserta, l’uomo si trova ancora di fronte alla propria immagine, in preda ai suoi pensieri, ai suoi fantasmi. Rimane prigioniero di se stesso.

L’uomo rivendica con forza le libertà essenziali: poter esprimere la propria opinione, spostarsi, riunirsi con altri… avere lavoro, non essere nel bisogno. Ma sembra dimenticare che esistono molteplici privazioni di libertà, piccole schiavitù che non dipendono dagli altri, ma da noi.

Un’attività professionale, un’amicizia, un’abitudine, possono diventare catene soggioganti. La vera libertà è quindi in relazione col nostro stato interiore. Non è condizionata dalla coercizione esterna, ma dalle nostre disposizioni interiori, dai nostri desideri e dalle nostre tendenze.

Lo Spirito del Signore, l’Eterno, è su di me, perché l’Eterno mi ha unto per recare una buona novella agli umili; mi ha inviato a fasciare quelli dal cuore rotto, a proclamare la libertà a quelli in cattività, l’apertura del carcere ai prigionieri, a proclamare l’anno di grazia dell’Eterno e il giorno di vendetta del nostro DIO, per consolare tutti quelli che fanno cordoglio, per accordare gioia a quelli che fanno cordoglio in Sion, per dare loro un diadema invece della cenere, l’olio della gioia invece del lutto, il manto della lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati querce di giustizia, la piantagione dell’Eterno per manifestare la sua gloria. (Isaia 61:1-3)

Liberandoci dal peccato. Cristo porta la vera libertà, quella che consiste – paradossalmente – nell’accettare di essere dipendenti dal Signore. Ubbidendo a Dio, sono reso capace di oppormi al male, di compiere il bene e d’amare, con la forza della grazia. Essere libero è lasciare che sia lui a dirigere la nostra vita.

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