Allora Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico che non Mosè vi ha dato il pane che viene dal cielo, ma il Padre mio vi dà il vero pane che viene dal cielo. Perché il pane di Dio è quello che discende dal cielo e dà vita al mondo». Essi allora gli dissero: «Signore, dacci sempre questo pane». E Gesù disse loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà mai più fame e chi crede in me non avrà mai più sete. (Giovanni 6:32-35)
Liberati dalla schiavitù dell’Egitto, gli Israeliti entrano nel deserto del Sinai e si trovano senza nutrimento. Dimenticando le liberazioni di Dio e la sua bontà verso di loro, cominciano a gemere e a lamentarsi, rimpiangendo il cibo che avevano in Egitto, quand’erano schiavi.
I figli d’Israele dissero loro: «Oh, fossimo pur morti per mano dell’Eterno nel paese d’Egitto, quando sedevamo presso le pentole di carne e mangiavamo pane a sazietà! Poiché voi ci avete condotti in questo deserto per far morire di fame tutta questa assemblea». (Esodo 16:3)
Questa ingratitudine avrebbe dovuto attirare su di loro un meritato castigo. Ma Dio, invece di rimproverarli, manda loro la manna, il pane del cielo. Era il loro nutrimento giornaliero, che essi raccoglievano ogni mattina, nella quantità prevista per il loro bisogno.
Oggi, il nutrimento quotidiano del credente è Gesù Cristo stesso. Ci potrebbe essere un alimento migliore?
Come possiamo fare nostro questo alimento? Con la lettura della Bibbia, ad esempio degli evangeli, fin dal mattino, prima di cominciare la giornata.
I nostri pensieri porteranno l’impronta di quello che Gesù ha fatto o detto, di quello che è stato. E’ lui la sorgente e l’energia della nostra vita. “Fissando lo sguardo” su di lui, impareremo ad assomigliargli, la nostra fede sarà fortificata, e noi cresceremo spiritualmente.
Anche noi dunque, essendo circondati da un così gran numero di testimoni, deposto ogni peso e il peccato che ci sta sempre attorno allettandoci, corriamo con perseveranza la gara che ci è posta davanti, tenendo gli occhi su Gesù, autore e compitore della nostra fede, il quale, per la gioia che gli era posta davanti, soffrì la croce disprezzando il vituperio e si è posto a sedere alla destra del trono di Dio. (Ebrei 12:1-2)



