La potenza di Dio si compie nella debolezza

Riguardate infatti la vostra vocazione, fratelli, poiché non ci sono tra di voi molti savi secondo la carne, non molti potenti, non molti nobili, ma Dio ha scelto le cose stolte del mondo per svergognare le savie; e Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; e Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose spregevoli e le cose che non sono per ridurre al niente quelle che sono, affinché nessuna carne si glori alla sua presenza. (1 Corinzi 1:26-29)

Ecco qualche esempio di questo principio tratta dalla Bibbia.

Dopo la morte di Giuseppe, il figlio del patriarca Giacobbe, gli Israeliti sono oppressi in Egitto. Il Faraone li tratta con durezza. Per liberarli, Dio sceglie Mosè, che da quarant’anni faceva il pastore. Quando il popolo, inseguito dal suo oppressore, si trova intrappolato fra il deserto e il mar Rosso, Mosè stende un bastone sul mare. Un forte vento divide il mare in due per permettere al popolo di passare.

E tu alza il tuo bastone, stendi la tua mano sul mare e dividilo, affinché i figli d’Israele possano passare in mezzo al mare all’asciutto. (Esodo 14:16)

Molti anni dopo, il popolo d’Israele è in guerra contro i Filistei. Questi hanno un campione di nome Golia, che sfida tutti a misurarsi con lui in un combattimento a corpo a corpo. I guerrieri più esperti sono terrorizzati; la situazione sembra senza uscita. Allora Dio si serve di un umile ragazzo Davide, che non aveva mai combattuto né portato armi. Davide abbatte il terribile gigante con una sola pietra lanciata con la sua fionda (v. 1 Samuele 17).

Ancora più tardi, Naaman, ufficiale del re di Siria, ha una malattia mortale: la lebbra. Ma la grazia di Dio non conosce frontiere, e si serve d’una ragazzina, che era schiava nella casa del grande ufficiale, per fargli sapere che Eliseo, il profeta, poteva guarirlo (v. 2 Re 5)

E’ così che Dio fa risplendere la sua potenza, scegliendo delle persone deboli per realizzare i suoi piani. così Egli mostra che tutta la forza viene da Lui, e toglie all’uomo ogni pretesa di capacità o di potere personale. Il credente si inchina davanti a Dio con riconoscenza e adorazione.

Ma egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza è portata a compimento nella debolezza». Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. (2 Corinzi 12:9)

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