La salvezza nella fuga

Ma tu, o uomo di Dio, fuggi queste cose e procaccia la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la pazienza e la mansuetudine. (1 Timoteo 6:11)

La vittoria contro il male non la si ottiene sempre con la resistenza o il combattimento. In molti casi, è nella fuga che si trova l’unica sicurezza. Contrariamente all’apparenza, in questo consiste il vero coraggio. Giuseppe ce ne diede l’esempio, sfuggendo alla moglie di Potifar.

Possiamo essere certi che quando Dio dice: “Fuggite”, il pericolo è reale, e ogni esitazione a seguire questo precetto può essere disastrosa. Molti credenti sono caduti, perché pensavano di essere abbastanza forti per resistere al male senza fuggirlo.

Davide cadde nei più terribili peccati, andando dalla concupiscenza all’omicidio, passando dall’adulterio e la menzogna, perché non distolse i suoi occhi quando gli si presentò la tentazione, mentre passeggiava sulla terrazza della sua casa.

In Giovanni 10:5 ci è detto che dobbiamo fuggire davanti ai “pastori” stranieri, cioè ai mercenari, che non si curano delle pecore.

Non seguiranno però alcun estraneo, ma fuggiranno lontano da lui, perché non conoscono la voce degli estranei». (Giovanni 10:5)

Vi sono dottrine pericolose che vengono predicate nel modo più attraente. La curiosità, il desiderio di essere ben informato e di apparire come uno spirito di larghe vedute, potrebbero portarci verso questi stranieri.

Se vogliamo onorare il Signore Gesù Cristo, chiediamoci: “Che cosa guardo? Che cosa ascolto? Il Signore e la sua Parola fanno la mia felicità?”.

Leggiamo, dunque, le Sacre Scritture con preghiera e riverenza.

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