La tomba di un ricco

E, dopo averlo tirato giù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, dove nessuno era ancora stato sepolto. (Luca 23:53)

La tomba apparteneva a Giuseppe d’Arimatea, uomo ricco, divenuto anch’egli discepolo di Gesù.

Poi verso sera giunse un uomo ricco di Arimatea, di nome Giuseppe, il quale era pure discepolo di Gesù. (Matteo 27:57)

Già una profezia di Isaia collocava Gesù, la sua salma, in una tomba di un ricco.

Gli avevano assegnato la sepoltura con gli empi, ma alla sua morte fu posto col ricco, perché non aveva commesso alcuna violenza e non c’era stato alcun inganno nella sua bocca. (Isaia 53:9)

I suoi nemici l’hanno giudicato “maledetto”, poiché sta scritto:

Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo diventato maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»), affinché la benedizione di Abrahamo pervenisse ai gentili in Cristo Gesù, perché noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede. (Galati 3:13-14)

Lo hanno insultato e sfidato.

Egli ha salvato gli altri e non può salvare se stesso; se è il re d’Israele, scenda ora giù dalla croce e noi crederemo in lui; egli si è confidato in Dio; lo liberi ora, se veramente lo gradisce, poiché ha detto: “Io sono il Figlio di Dio”». (Matteo 27:42-43)

Ma Giuseppe l’onora ponendo il corpo di Gesù nella sua tomba che non è stata mai usata prima d’allora… e forse è rimasta vuota dopo d’allora.

Contraddizioni strane: il complotto dei religiosi lo condanna e un uomo isolato l’onora; i depositari della verità non lo riconoscono, anzi, l’insultano e, un centurione romano e delle guardie, dei pagani, esclamano:

Ora il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, veduto il terremoto e le cose accadute, temettero grandemente e dissero: «Veramente costui era il Figlio di Dio!». (Matteo 27:54)

Cosa ne farai tu di Gesù?

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