La vecchia quercia

Nei vecchi si trova la sapienza, e lunghezza di giorni conferisce intendimento. (Giobbe 12:12)

Davanti a un’enorme vecchia quercia, il falegname dice al suo apprendista: “Sai perché questo albero è così vecchio? – No! – La sua forma lo rende inutilizzabile, non è facile da tagliare, quindi non è produttivo. Ma, con gli anni, si è sviluppato ed è diventato grandissimo, anche se porta i segni lasciati dalle intemperie. Si è così esteso che, al suo riparo, possiamo riposarci in tanti. La sua ombra e il fruscio delle sue foglie sono dei simboli”.

Nella nostra società, progresso è sinonimo di produttività. E’ produttività implica forza, determinazione, ambizione; questo è caratteristico della gioventù. Così vediamo molti giovani arrampicarsi con successo sulla scala sociale, talvolta travolgendo senza pietà altri più deboli.

Allora, che ne facciamo degli anziani? Sono costretti a passare tutto il loro tempo in casa? Non possono più competere, non combattono più.

Ma hanno acquisito saggezza ed esperienza. Se sono credenti, i loro beni più preziosi sono le risorse spirituali, la preghiera, la conoscenza della Parola di Dio, del Padre.

Hanno imparato a conoscere il valore della vita. Sanno che le relazioni, soprattutto quelle con Dio, sono ben più importanti dei beni materiali. Un vita di fede al servizio di Dio è un esempio che dà forza anche agli altri.

Il giusto fiorirà come la palma, crescerà come il cedro del Libano. Quelli che sono piantati nella casa dell’Eterno fioriranno nei cortili del nostro DIO. Porteranno ancora frutto nella vecchiaia e saranno prosperi e verdeggianti, per proclamare che l’Eterno è giusto; egli è la mia Rocca e non vi è alcuna ingiustizia in lui. (Salmi 92:12-15)

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