L’albero e il suo frutto

O fate l’albero buono e il suo frutto sarà buono, o fate l’albero malvagio e il suo frutto sarà malvagio; infatti l’albero lo si conosce dal frutto. (Matteo 12:33)

Invano si cerca di riabilitare la natura umana. Senza dubbio, gli uomini che sono stati fatti a somiglianza di Dio, conservano dei tratti di tale origine. Ma il peccato ha profondamente rovinato la creatura umana.

L’albero può avere una bella apparenza, se il suo frutto è cattivo è perché l’albero è cattivo. L’uomo non manca di pretese, e d’altronde, talvolta è capace di manifestare della nobiltà e della generosità, del coraggio e della devozione. Ma queste qualità hanno sovente come conseguenza di dare a colui che le manifesta una buona opinione di se stesso.

Apriamo gli occhi sullo stato morale della società. Da ogni parte vediamo l’ingiustizia, il regno del più forte o del più astuto, il denaro che domina, i desideri malsani che animano in segreto esistenze apparentemente rette, altrove vediamo il vizio sfrontato. Si compete in cose vane, e, per soddisfare l’orgoglio, delle famiglie e delle società sono lacerate.

Conflitti, guerre, battaglie, tutto questo non viene forse dal cuore umano? Ciascuno concupisce ciò che possiede l’altro, e l’invidia porta alla violenza. Quanto alla corruzione dei costumi, vi è forse un campo in cui non imperversi?

I frutti sono cattivi. Il fatto è che l’albero è cattivo. Non c’è rimedio, se non un innesto che comunicherà una nuova linfa, una nuova natura.

Gesù rispose: «In verità, in verità ti dico che se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Ciò che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: “Dovete nascere di nuovo”. (Giovanni 3:5-7)

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