L’antieroe

I miei amici e i miei compagni stanno lontani dalla mia piaga, e i miei vicini si fermano a distanza. Quelli che cercano la mia vita mi tendono lacci, e quelli che cercano di farmi del male parlano di rovina e meditano inganni tutto il giorno. Ma io sono come un sordo che non ode e come un muto che non apre bocca. Sì, sono come un uomo che non sente, e che non può rispondere con la sua bocca. Poiché spero in te, o Eterno, tu risponderai, o Signore, DIO mio. (Salmi 38:11-15)

Questo Salmo è profetico: è stato scritto tanti anni prima di Gesù e tuttavia parla di Lui: quando Lo rifiutano, quando Lo allontanano, quando Lo accusano e poi, quando lo crocifiggono.

Da un punto di vista umano, Gesù è stato un antieroe dei nostri tempi. Perché? Perché gli eroi moderni non sono aditi a sofferenza, ma sono uomini e donne di successo.

Se Gesù, per mezzo della Sua potenza divina, avesse liberato le Sue mani ed i Suoi piedi dai chiodi, fosse sceso giù dalla croce e per andarsene, avesse attraversato la folla stupefatta, sarebbe stato considerato un eroe di fama universale. Noi, però, non potremmo essere salvati!

E’ molto più facile per l’uomo comprendere chi fa le proprie vendette, chi si libera dalla sofferenza con le proprie mani; mentre non si riesce a capire l’amore che accetta l’ingiustizia, che soffre e tace, sperando che il Signore risponda alle sue preghiere e faccia giustizia.

Se Gesù avesse fatto violenza ai suoi aggressori, non sarebbe stato altro che un atto di violenza in più sulla terra! Gesù, invece, ha risposto alla bugia con la forza della verità, all’insulto con la forza del silenzio, al crimine con la forza del perdono e all’odio con la forza dell’amore!