L’istruttore di una scuola domenicale pose un giorno ai suoi allievi questa strana domanda: “Nel Paradiso, vi è qualcosa che sia stato fatto dalla mano dell’uomo?” Uno dei ragazzi più grandi rispose: “Nulla, certamente”.
Pensava forse a quel versetto:
Così dice l’Eterno: «Il cielo è il mio trono e la terra è lo sgabello dei miei piedi. Dov’è dunque la casa che mi potreste edificare e dov’è il luogo del mio riposo? Tutte queste cose le ha fatte la mia mano e tutte quante sono venute all’esistenza, dice l’Eterno. Su chi dunque volgerò lo sguardo? Su chi è umile, ha lo spirito contrito e trema alla mia parola. (Isaia 66:1-2)
Avremmo forse anche noi risposto allo stesso modo. Eppure, nel cielo vi è qualcosa che è stata fatta dalla mano degli uomini. Sono le ferite fatte alle mani, ai piedi e al costato del Signore Gesù.
Poiché cani mi hanno circondato; uno stuolo di malfattori mi ha attorniato; mi hanno forato le mani e i piedi. (Salmo 22:16)
Dopo la risurrezione, Gesù ha conservato le tracce delle ferite della croce. Egli mostra ai discepoli le sue mani e il costato forati.
E, detto questo, mostrò loro le sue mani e il costato. I discepoli dunque, vedendo il Signore, si rallegrarono. (Giovanni 20:20)
Poi disse a Tommaso: «Metti qua il dito e guarda le mie mani; stendi anche la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente». (Giovanni 20:27)
Quando ritornerà sulla terra per stabilire il suo regno, i fedeli d’Israele guarderanno verso Colui ch’essi hanno traffitto.
Riverserò sulla casa di Davide e sugli abitanti di Gerusalemme lo Spirito di grazia e di supplicazione; ed essi guarderanno a me, a colui che hanno trafitto; faranno quindi cordoglio per lui, come si fa cordoglio per un figlio unico, e saranno grandemente addolorati per lui, come si è grandemente addolorati per un primogenito. (Zaccaria 12:10)
Se poi qualcuno gli dirà: “Che cosa sono queste ferite nelle tue mani?”, egli risponderà: “Sono quelle con cui sono stato ferito nella casa dei miei amici”». (Zaccaria 13:6)
E i credenti vedranno, nella casa del Padre, al centro stesso della gloria, il Salvatore che porta i segni incancellabili di ciò che Egli ha sofferto per noi.
Ecco, egli viene con le nuvole e ogni occhio lo vedrà, anche quelli che lo hanno trafitto; e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, amen. (Apocalisse 1:7)




