In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi, poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio. (Giovanni 16:26-27)
Alla cassa del supermercato aspetto che la cliente davanti a me finisca di mettere sul banco la spesa del carrello. Vicino a lei, la sua bambina piange. Capisco subito di cosa di tratta: la madre si è rifiutata di comprarle ciò che voleva.
Dopo aver pagato il conto, si rivolge con dolcezza alla figlia: “Lea, sai che ti voglio bene”. Sempre in lacrime, la bambina annuisce con la testa. Allora la sua mamma le spiega: “Il mio amore per te non dipende da ciò che ti compro. Ho un buon motivo per non darti ciò che vorresti. Non pensare sempre a quello che non hai, pensa piuttosto a quello che hai. Vedi, oggi abbiamo trascorso una bella giornata, papà è potuto venire con noi, abbiamo buona salute, abbiamo mangiato bene … Possiamo essere riconoscenti, non è vero?” Queste parole hanno un effetto calmante: la bimba non piange più.
A volte non facciamo anche noi come quella bambina? Consideriamo la vita cristiana cone una serie di frustrazioni: perché Dio non ci dà questo o quello? Quella mamma sapeva ciò che era bene per sua figlia e la amava abbastanza da non cedere ai suoi capricci. E Dio ci ama ancora di più! E’ Lui che ci ha creati e che ci mantiene in vita.
Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate. (Matteo 6:8)
Egli conosce esattamente i nostri veri bisogni, ciò che è bene per noi. Possiamo fidarci di Lui. E se qualcosa ci rattrista, perché non dirglielo? Come questa mamma, forse non ci darà una spiegazione precisa, ma ci ricorderà che, nonostante le circostanze, il suo amore per noi non cambia.



